Dopo gli alberi abbattuti dal maltempo il rischio valanghe aumenta

I prsidenti delle Commissioni valanghe a Trento per fare il punto della situazione con i dirigenti di Meteotrentino e Protezione Civile

Alberi schiantati a terra dal vento in Trentino

Passata l'emergenza maltempo il rischio è quello di una  maggiore probabilità di valanghe: a dirlo sono gli esperti i presidenti delle locali Commissioni valanghe, riuniti a Trento per fare il punto della situazione dopo che il maltempo di fine ottobre ha gravemente compromesso i boschi, specialmente  nel Trentino orientale. Alberto Trenti, direttore di MeteoTrentino, ha ricordato come quello che si è abbattuto sul Trentino, per quantità di precipitazioni e per intensità delle raffiche di vento, sia l’evento meteorologico più pesante degli ultimi 150 anni.

Circa 4.900 ettari di territorio sono a rischio distacchi, 1250 a rischio significativo. Alessandro Wolynski, direttore dell’Ufficio pianificazione, selvicoltura ed economia forestale, ha fornito le cifre sugli schianti: si stimano 2.800.000 metri cubi di alberi caduti, quando il prelievo annuale in tutto il Trentino è di circa 500.000 metri cubi. Le zone più colpite sono le valli di Fiemme e Fassa, ma anche Valsugana e Tesino, Primiero Alta Valsugana, pinetano, il territorio degli Altipiani. Fenomeni rilevanti si sono avuti anche a Folgaria, Terragnolo, in Val di Ledro, in Rendena e Giudicarie.

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Dalla  Provincia giunge una notizia sulla situazione di ripristino del terrotirio: entro il mese di gennaio sarà completato un primo piano di intervento, che comprende recuperi e ripristini. Le Commissioni saranno impegnate a controllare ancora più puntualmente il territorio. “I recenti eventi meteorologici – ha sottolineato l’ingegner De Vigili, direttore della Protezione Civile provinciale - hanno messo a dura prova il territorio e impegnato duramente il Dipartimento e non solo. Superate le fasi dell’emergenza, ci aspetta ancora molto lavoro da fare, con la collaborazione di tutti”.
 

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