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Il gregge di Agitu è rimasto "orfano", la proposta di Grazia: «Voglio portare avanti il suo sogno»

Tra donazioni e ricordi, c'è la richiesta di adozione da parte di una donna per crescere e portare avanti l'impresa della pastora di Etiopia assassinata a fine dicembre: «Quelle capre hanno bisogno di essere tenute in un certo modo, Agitu lo sapeva, io voglio fare lo stesso»

Richieste di adozione e raccolte fondi hanno avvolto il gregge e la memoria di Agitu Ideo Gudeta, la donna uccisa a martellate dal suo collaboratore Adams Souleimani, il 29 dicembre 2020. «La capra felice» è rimasta orfana, ma non sola. Dopo l'apertura della raccolta fondi che in pochi giorni ha raggiunto cifre esorbitati, al mattino del 4 gennaio 2021 sono stati superati i 74mila euro, sono arrivate anche le richieste di adozione. Una di queste è di Grazia Sorgi, una donna che conosce quel mondo, ha salvato altri animali nella sua vita e lo fa, prima di tutto, per passone. Grazia ha voluto condividere con la redazione di TrentoToday la sua storia e il suo desiderio.

«Quando ho saputo di questa tragedia» racconta Grazia tra le lacrime «la storia di Agitu mi ha preso nell'anima. Mi ha colpita dentro, abbiamo le stesse passioni, anche io ho avuto una vita dura fino a qualche anno fa, sono stata maltrattata, ero giovane, avevo vent'anni, ho cresciuto due figlie da sola. Non voglio giudicare ma povera cristiana, lei ce l'ha messa tutta, come si può finire così?». Essere l'erede del sogno di Agiut, è questo il desiderio di Grazia, che si sente tanto vicina a quella donna, a quel desiderio di allevare le capre con serenità e secondo i metodi antichi che la pastora etiope aveva imparato dalla nonna. «Abbiamo gli stessi sogni, sarebbe davvero fantastico poter accudire le capre di Agitu» ripete Grazia «La porta della mia azienda sarà sempre aperta per quelle capre. Da quello che ho capito verrà suo fratello dalla California, ma non so quando, visto tutta la situazione del Covid». 

Al momento le capre di Agitu sono state affidate a una pastora trentina, a comunicarlo è stato Sandro Giovannini. Sarà la famiglia della donna a decidere il futuro della sua azienda e delle sue caprette, si spera il prima possibile visto che stanno per nascere dei cuccioli.

Sandro Giovannini-2

Un cuore grande e la forza di accogliere tutto ciò che arriva, Grazia non resiste al pensiero che persone o animali indifesi possano essere lasciati in balìa di sé stessi, senza aiuto e, nel caso di queste capre, senza una guida. Proprio nei primi giorni di gennaio ha infatti salvato una cavalla, il cui proprietario ha avuto diversi problemi, oltre ad aver perso il lavoro e non riusciva più a mantenerla. Il sogno è quello di poter accogliere anche quelle caprette e continuare da dove è stata interrotta la loro serenità. «Ho scritto diverse e-mail anche al Comune (di Frassilongo ndr) che mi ha detto che ci sono molte richieste per le capre» conclude Grazia  «ma spero con il cuore che le affidino a me. La raccolta fondi non andrà avanti all'infinito, le capre avranno bisogno anche in futuro. Spero che non vadano in mano a gente che rischia di farle estinguere. Queste capre si stavano estinguendo, Agitu le aveva salvate, sono capre che fanno poco latte, hanno bisogno di una persona che crede in loro, non di chi le alleva solo per vendere il latte». 

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