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Martedì, 28 Giugno 2022
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Adunata alpini: "Il presidente del Muse deve dimettersi"

Dopo le parole di Stefano Zecchi, Zanella (Futura) chiede alla Giunta di rimuovere il professore dal suo ruolo

"Chi insiste nel derubricare le molestie ad atti di goliardia legati alla tradizione dei camerati, sposando una cultura sessista che legittima fischi e offese verso le donne, non può presiedere uno degli ente culturali più importanti della Provincia". È la dura accusa del consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella che venerdì 20 maggio ha depositato una mozione, sottoscritta anche dalle colleghe Sara Ferrari (Pd) e Lucia Coppola (Verdi), per chiedere le dimissioni del presidente del museo delle scienze (Muse) Stefano Zecchi.

Adunata degli alpini: "A Trento nel 2018 le stesse molestie"

Il riferimento è alla posizione espressa da Zecchi su Il Giornale l'11 maggio dopo le molestie emerse in seguito alla 93esima adunata degli alpini di Rimini. "Se fare un apprezzamento alle forme di una donna che passa davanti a loro è un reato - scriveva Zecchi -, non credo che possa restare fuori dalla galera un solo alpino". E ancora: "Anche se presi dall'euforia per qualche bicchiere di troppo, non c'è stata contro gli alpini nessuna denuncia per molestie o qualcosa del genere, ma forse peggio, è stato messo sotto accusa un modo d'essere inoffensivo e una tradizione".

"La convenzione di Istanbul (sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica del 2011, ndr) è chiara nell'includere la violenza verbale verso le donne tra le molestie - spiega Zanella -. La nostra legge sulle pari opportunità, inoltre, prevede che gli enti strumentali della Provincia promuovano una cultura di genere inclusiva. Per questo le uscite del professor Zecchi non sono compatibili col ruolo che ricopre presso il Muse, una delle istituzioni culturali più importanti del nostro territorio". 

Zecchi è tornato a prendere posizione in questi giorni in qualità di presidente: "Il Muse, ente culturale al servizio dell’intera collettività, si dissocia da ogni strumentalizzazione politica di riflessioni e analisi che travisano un pensiero linguistico e culturale mai proteso a negare le tematiche di genere e i valori di riferimento storico e contemporaneo". Ma per Zanella si tratta di una giustificazione di facciata: "Il Muse si ispira ai valori dell’inclusione e della diversità. Ecco perché a presiedere una delle istituzioni culturali più importanti del nostro territorio non dovrebbe sedere chi, contrariamente a questi valori, legittima la violenza verbale sulle donne, derubricandola a cameratismo, quando invece si tratta di molestie a tutti gli effetti. Il sessismo non può trovare posto nel nostro Museo delle Scienze".

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