Domenica, 14 Luglio 2024
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L'addio del questore Francini: "Occorre fare di più contro lo spaccio e le mafie"

Nel lasciare l'incarico per andare in pensione avverte: "Attenzione alle infiltrazioni mafiose nell’economia, specie nelle valli"

“La mia permanenza in questa magnifica provincia è stata breve, ma intensa. Trento deve restare, fra le città italiane, quella con i più alti standard della qualità della vita. E la sicurezza è parte essenziale di questa primazia, quasi una precondizione”. Così il questore di Trento Alberto Francini ha deciso di salutare la città per lasciare definitivamente la polizia e andare in pensione.

Francini era arrivato a Trento meno di un anno fa, nel settembre 2021. Prima era stato questore a Lecco, Pisa, Catania e Campobasso. Napoletano, sposato con tre figli, è in polizia dal 1983.

“So bene - prosegue Francini - che occorre fare ancora di più e ancora meglio specie su alcuni aspetti deteriori della movida e della lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ma bisogna anche innalzare il livello di attenzione nei confronti delle infiltrazioni mafiose nell’economia industriale e commerciale, specie nelle valli, dove vivono e operano persone oneste, perbene e laboriose e per questo più esposte al fenomeno”.

L’ultima operazione contro la ’ndrangheta in Trentino è scattata proprio ieri, martedì 28 giugno: due professionisti trentini sono indagati per intestazione fittizia per aver coperto, è la tesi della direzione distrettuale antimafia di Bologna, un potente uomo legato alla cosca Iamonte. La stessa che - sostengono i pm del processo Perfido in corso a Trento - è già riuscita a mettere le mani sul settore del porfido in val di Cembra.

Ieri a mettere in guarda il Trentino contro le mafie era stato anche il capo della polizia di Stato Lamberto Giannini, in visita a Trento per inaugurare la nuova palazzina della questura. “Non abbassate l’attenzione, controllate la situazione e se avvengono nuovi investimenti controllatene la provenienza”, ha detto.

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Il pensiero del questore va poi ai collaboratori “nessuno escluso” per “l’altissimo livello professionale che hanno saputo esprimere negli svariati settori di competenza”. Francini ringrazia infine tutte le istituzioni locali: dal presidente della Provincia ai sindaci, “preziose antenne sul territorio anche sui temi della sicurezza”, dalle sigle sindacali alla magistratura, fino all’arcivescovo Lauro Tisi.

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