Covid, in Trentino previsti picchi di contagi: preoccupazione per gli over 70enni

La riflessione del presidente Fugatti tra le previsione dell'azienda provinciale per i servizi sanitari, l'ordinanza emanata e l'impugnativa di Boccia

“Chiediamo alla popolazione anziana la massima attenzione anche in vista delle prossime festività, perché la situazione è davvero preoccupante”. Questo l’appello lanciato dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti che nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, insieme all’assessore alla salute, Stefania Segnana e al dottor Antonio Ferro di Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) , ha fatto il punto della situazione sulla pandemia in Trentino.

«L’Azienda sanitaria – ha spiegato il presidente - prevede un picco di contagi nei giorni successivi alle festività di Ognissanti e gli ultimi dati ci dicono che sono in forte crescita i contagi ed i ricoveri di persone con età superiore ai 70 anni. Quindi invitiamo alla prudenza tutta la popolazione, ma soprattutto quella anziana, affinché limiti al minimo necessario i contatti sociali».

In conseguenza della crescita dei ricoveri, l’assessore Segnana ha annunciato che l’Azienda sanitaria sta riorganizzando alcune sezioni degli ospedali al fine di poter accogliere le persone che necessitano di cure, mentre il dottor Ferro, nel rimarcare come in Trentino continui ad esserci una fortissima capacità di analisi sul Virus, oggi oltre 3000 i tamponi effettuati, ha ricordato come delle 686 persone complessivamente decedute in Trentino nei mesi di marzo, aprile e maggio, non solo per Covid, oltre 600 avessero più di 70 anni, invitando dunque al massimo impegno da parte di tutti per preservare la popolazione anziana. 

Venendo alle questioni legate all’ultima ordinanza provinciale che ha concesso la possibilità a bar e ristoranti di chiudere alle 20 e elle 22 in deroga al Dpcm statale, il presidente Fugatti, che nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre ha incontrato i rappresentanti delle categorie economiche, ha spiegato che al momento non è arrivato nessun atto ufficiale rispetto all’impugnativa annunciata ieri dal ministro Boccia. Quindi per ora l’ordinanza resta in vigore. 

“Ricordo – ha evidenziato Fugatti – che abbiamo preso quella decisione sulla base di un’accurata analisi epidemiologica realizzata dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Continuiamo a pensare che se i cittadini possono mangiare in sicurezza a pranzo, lo possano fare anche a cena. Oggi (giovedì 29 ottobre ndr) comunque abbiamo avuto un confronto molto importante ed utile con i rappresentati del settore e nelle prossime ore valuteremo il da farsi". 

Il presidente ha poi evidenziato che nel decreto «ristori», approvato dal Consiglio dei Ministri per sostenere le categorie economiche costrette a chiudere dal Dpcm, non è previsto che i territori che hanno applicato orari diversi rispetto alle chiusure di bar e di ristoranti vengano esclusi dai contributi previsti. «Anche se – ha aggiunto Fugatti - non possiamo escludere che in via teorica, nel percorso parlamentare di conversione del decreto qualcuno possa richiedere un simile provvedimento, cosa che riterrei inopportuna, ma oggi, ripeto, questo scenario non è previsto».

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