Martedì, 27 Luglio 2021
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Fugatti e le Regioni contro i 21 indicatori: "Sono troppi, ne bastano 5"

La richiesta al Governo, ma anche il punto della situazione in Trentino. Ecco cosa ha detto il governatore in conferenza stampa

Cinque parametri anzichè i famosi (in realtà misteriosi) 21 individuati dall'ultimo Dpcm per decidere se un territorio sia zona rossa, arancione o gialla. A chiederlo è la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il governatore trentino Maurizio Fugatti pare essere tra i sostenitori di questa richiesta, inviata al Governo.

“Abbiamo chiesto al Governo – ha detto Fugatti – di utilizzare solo 5 parametri, invece dei 21 che vengono utilizzati attualmente, ovvero: la percentuale di tamponi positivi, l’indice Rt, il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e quello dei posti letto totali e la possibilità di garantire adeguate risorse per il contact-tracing”.

In questo modo verrebbero a decadere alcuni parametri inseriti per descrivere in maniera più specifica l'andamento del contagio, come i casi riferiti alle due settimane rpecedenti, il tempo intercorso tra positività e presenza dei sintomi, il numero di sintomatici, il numero di focolai sul territorio (potete trovare l'elenco completo su Today.it).

"I dati sui contagi degli ultimi giorni in Trentino sono davvero preoccupanti, anche se resta sostanzialmente stabile il numero delle terapie intensive" ha detto Fugatti. A preoccupare sono soprattutto i contagi fra le persone over70, quasi due terzi dei nuovi contagi quotidiani. A crescere sono i ricoveri non in rianimazione: attualmente ci sono 500 posti letti attivi in Trentino, ma si punta ad arrivare a 600, a fronte di 388 ricoverati nei reparti covid.

Il governatore ha dichiarato che al momento non ci sono altri comuni trentini in procinto di entrare in zona rossa, anche se c’è molta preoccupazione ed attenzione per la situazione che si è sviluppata a Telve. Riguardo alla classificazione dei test antigenici, tema al centro del dibattito degli ultimi giorni, Fugatti ha ribadito che deve essere il Governo a decidere come considerare questi dati. Posizione, ha detto, condivisa anche dalle altre Regioni sebbene il vicino Veneto, governato dal collega di partito Zaia, abbia già chiesto di inserire tra i contagiati i positivi del test rapido. 

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