Lunedì, 22 Luglio 2024
Animali selvatici / Nago-Torbole

Lupo di Nago, il Wwf: “Quell’uccisione è un atto illegale”

La sezione trentina dell’associazione e Io non ho paura del lupo APS si sono scagliati contro le parole di Fugatti e Zanotelli sulla vicenda

Il caso del lupo ucciso a Castel Penede di Nago Torbole continua a far parlare di sé. Mentre si attendono i risultati dei test sulla carcassa in arrivo dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, non mancano prese di posizione sulla vicenda.

L’ultima, in ordine di tempo è quella dell’Associazione per il Wwf Trentino ODV e Io non ho paura del lupo APS, che si scagliano soprattutto contro le parole del presidente Fugatti e dell’assessore all’agricoltura Zanotelli, che avevano detto: “Uno dei temi posti all’attenzione dei Comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza e degli incontri con il Ministero è proprio quello della convivenza tra uomo e grandi predatori. Una convivenza che necessita di regole che sono indispensabili perché la loro assenza può produrre atti di autoregolamentazione adottati dal singolo”.

“Quello che gli amministratori provinciali dimenticano di sottolineare è che questo episodio di bracconaggio è un atto illegale punito dal codice penale e che in quanto istituzioni, dovrebbero condannare a gran voce quanto accaduto piuttosto che cercare risposte a questo gesto nella presunta mancanza di regole gestionali. Occorre inoltre sottolineare come ad oggi non esistano chiari riscontri che testimonino come un controllo letale del lupo attraverso abbattimenti legali diminuisca le uccisioni ad opera dei bracconieri, tutt’altro: uno studio pubblicato dalla Royal Society racconta l’esatto opposto, cioè che le uccisioni legali contribuiscono a far crescere anche quelle per mano dei bracconieri” affermano l’Associazione per il Wwf Trentino ODV e Io non ho paura del lupo APS, che parlano apertamente di “clima da caccia alle streghe” contro questi animali.

Gli stessi sottolineano, inoltre, che il tema della coesistenza tra uomo e grandi carnovori “non è raggiungibile né attraverso abbattimenti selettivi, che di fatto non garantiscono la diminuzione del danno verso le aziende che non utilizzano mezzi di prevenzione, né soprattutto attraverso atti barbari e illegali che meritano l’assoluta condanna delle istituzioni”.

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