Fondazione Trentina Autismo contro Grillo: "Spregevole uso comico della malattia"

"Ancora una volta viene proposto un modello in cui il diverso è una metafora per sfottere" scrive il presidente Coletti

Arriva "a freddo" la risposta della Fondazione Trentina Autismo alleparole di Beppe Grillo, pronunciate durante il grande comizio-spettacolo al Circo Massimo di Roma, con le quali tratta in maniera alquanto confusa il fenomeno dell'autismo e della sindrome di Asperger.

"Siamo pieni di malattie nevrotiche, siamo pieni di autistici, l’autismo è la malattia del secolo. L’autismo non lo riconosci, per esempio è la sindrome di Asperger… c’è pieno di questi filosofi in televisione che hanno la sindrome di Asperger. Che è quella sindrome di quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l’altro non sta capendo. E vanno avanti e fanno magari esempi che non c’entrano un cazzo con quello che sta dicendo, hanno quel tono sempre uguale. C’è pieno di psicopatici…" Leggi la notizia su Today.it (clicca qui)

"Abbiamo aspettato qualche ora, per avere il tempo di sedimentare e riflettere, cosa assai poco di moda ai nostri giorni. Abbiamo dato modo allo sgomento provato di scemare per far posto alla ragione, assente ingiustificata nel ben noto accaduto" si  legge in un comunicato diffuso dalla Fondazione che parla di "ignoranza madornale ed imperdonabile" e, ancora peggio, di "spregevole uso comico"  della malattia da parte di Grillo. 

"Ancora una volta viene proposto un modello in cui il disabile, il diverso, lo psicopatico è oggetto di scherno e di disprezzo, la metafora buona per sfottere. Con l'aggravante che lo si è fatto apertamente, in un contesto pubblico riprodotto dai media e dai social network, in una riunione di un movimento politico che governa il Paese. Come fosse normale e accettabile".

"Quanto questa normalità apra le porte alla discriminazione, al bullismo, all'emarginazione, lo sappiamo già: lo sanno migliaia di famiglie in Italia che combattono ogni giorno l'ignoranza affinché i propri figli o parenti non siano discriminati o maltrattati. Ma sappiamo anche, che questo non fa audience. Passato lo sgomento, più che la rabbia ci resta la tristezza ed il dispiacere di vedere che ancora l'ignoranza e la meschinità la fanno da padrone" conclude amaramente Giovanni Coletti, Presidente della Fondazione.

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