E' malato e coltiva la cannabis per curare il dolore: Mattarella concede la grazia

Si è conclusa con la grazia da parte del Presidente della Repubblica la vicenda giudiziaria di un trentino, condannato in Cassazione

Si è conclusa con la grazia da parte del Capo dello Stato la battaglia giudiziaria di un trentino, assistito dall'avvocato Fabio valcanover, condannato per aver coltivato tre piante di cannabis a scopo curativo. 

Dopo anni di coraggiosa convivenza con la sieropositività, che ha dato luogo a malattie quali l'epatite cronica, cirrosi, diabete in trattamento insulinico, la cannabis è sembrata all'uomo una valida terapia del dolore, del resto così è anche trattata nel dibattito che ha preceduto la legalizzazione per scopi medici. 

All'epoca però la pianta non era stata ancora legalizzata a tali scopi. Non volendosi rivolgere al mercato illegale ha pensato di coltivarsela da solo, forte di referti medici che ne attestavano il grave stato di salute.

Dopo un'assoluzione in primo grado, in cui era stato riconosciuto il diritto alla salute come prioritario rispetto all'illegalità della pianta, la Corte di Appello aveva ribaltato la sentenza di primo grado condannandolo per il reato di produzione e detenzione di stupefacenti.

L'avvocato valcanover ha quindi portato il caso in Cassazione formando la strategia di difesa sull'impossibilità, all'epoca dei fatti (primavera 2014), di procurarsi legalmente la cannabis, poi legalizzata per uso terapeutico.

Niente da fare: la cassazione aveva riconosciuto la rilevanza penale della condotta del trentino: 5 mesi e 10 giorni di reclusionen e multa di 800 euro. La difesa non si è datat per vinta ed ha deciso quindi di appellarsi alla grazia del presidente Mattarella, finalmente concessa nei giorni scorsi, a più di un anno di distanza dalla condanna della Suprema Corte.

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