Protesta dei profughi, la Questura: "Sì a tempi più veloci per il riconoscimento dello status di rifugiato"

Due addetti in più all'Ufficio Immigrazione per accelerare i tempi. Zeni: "Manifestazione pacifica, richieste legittime. Fugatti: "Denunciamoli". Degasperi ipotizza la mano di qualcuno dietro la protesta e chiede una carta dei doveri

I responsabili dell'Ufficio Immigrazione hanno ricevuto alcuni rappresentanti dei richiedenti asilo dopo la marcia di protesta di questa mattina. Lo rende noto la Questura di Trento la quale comunica anche che ai migranti "è stata data,  per  quanto  di competenza, massima rassicurazione per una ulteriore accelerazione delle procedure". Ciò che chiedono i profughi sono tempi più rapidi per il riconoscimento dello status di rifugiato, procedura che  attualmente può richiedere  fino ad un anno e mezzo per essere espletata, periodo durante il quale  non si può lavorare e non si  ha diritto  ad un permesso di soggiorno.

Per accelerare i tempi il Questore aveva già disposto il distaccamento di due unità di personale  presso l'Ufficio Immigrazione, disposizione che sarà attiva da lunedì prossimo. Nel frattempo anche l'assessore provinciale Luca Zeni ha accolto come legittime le richieste dei  migranti. "Riteniamo legittima la richiesta di accelerare i tempi dell'esame delle richieste avanzate dai profughi in ordine al rilascio dei permessi di soggiorno, che consentirebbe loro anche di cercare un lavoro, in attesa del riconoscimento o meno dello status di rifugiato. Per quanto è in suo potere, la Provincia autonoma cercherà di dare il proprio contributo” ha detto, sottolineando come, a differenza di quanto avvenuto a Trento nord, la manifestazione di questa mattina sia stata assolutamente pacifica.

Di diverso avviso il capogruppo della Lega Maurizio Fugatti, che ha seguito con una diretta video la protesta di questa mattina, da piazza Dante a viale Verona: "Andrebbero denunciati per interruzione di pubblico servizio e per  manifestazione non autorizzata e conseguentemente espulsi dal territorio italiano" questa la visione del leader del Carroccio trentino. Dura anche la posizione del cinque stelle Filippo Degasperi: "siamo decisamente sorpresi nel vedere che un gruppo di ospiti che beneficiano di tutte le costose misure messe a disposizione della Provincia manifesti per istanze poco comprensibili ai cittadini.

Secondo Degasperi ci sarebbe qualcuno dietro alle proteste: "sarebbe interessante capire chi sta dietro l’organizzazione di queste manifestazioni che di certo non nascono spontanee ma sono orchestrate da chi sa come muoversi bene lungo le vie cittadine e nei meandri della burocrazia buonista" scrive in una nota, proponendo che tutti gli accolti sottoscrivano una "carta dei doveri", ovvero "un patto di ospitalità in cui rripportare, oltre ai diritti, anche i doveri a cominciare dal dovere di rispettare, oltre alle leggi, usi e tradizioni,  e di mettere in chiaro da subito le conseguenze degli atti insolenti e dei tentativi di prevaricazione".

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