Cinquecento euro ad elettore: quanto costa il voto dei trentini all'estero

I consiglieri Degasperi e Marini: "In sostanza in pochi tornano a votare ma per agevolarli bisogna spendere cifre rilevanti. Nel complesso la situazione è in peggioramento rispetto alle votazioni precedenti, già tutt’altro che esaltanti"

"Esortiamo le altre forze politiche a rendersi conto della situazione e ad agire per porvi rimedio". L'appello è dei consiglieri provinciali del Movimento 5 Stelle, Filippo Degasperi e Alex Marini che, in una nota, riportano le cifre relative ai costi sostenuti dall’ente pubblico per incentivare il voto dei trentini residenti all’estero. Secondo i 5 Stelle, infatti, "a conti fatti, appare evidente come il sussidio per il viaggio non sia la soluzione ideale per garantire il diritto di voto dei trentini all’estero e come sia invece necessario introdurre nuove modalità di voto". In occasione delle elezioni provinciali 2018 - dicono i dati - la Provincia ha speso 252.148,27 euro per dare sostegno al voto dei trentini all’estero, di cui 166.513,08 spesi per la spedizione di 22.038 cartoline avviso e 85.635,19 euro per i sussidi erogati a favore degli elettori rientrati per votare. 

Gli elettori iscritti all'Aire (cioè l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero) tornati per esercitare il proprio diritto al voto alle provinciali sono 490, e 481 hanno chiesto di beneficiare del sussidio: 162 dalla Germania, 97 dalla Svizzera, 39 dal Regno Unito, 29 dalla Francia, 14 dall’Austria, 13 dal Belgio, 9 dalla Spagna, 9 dall’Olanda ed i rimanenti da altri Paesi europei. Altri 75 elettori sono invece tornati in Trentino da Paesi extraeuropei: 22 dall’Argentina, 15 dagli USA, 7 dal Canada, 6 dal Brasile e i rimanenti da altri Paesi. "Confrontando il costo sostenuto dall’ente pubblico col numero dei votanti che hanno chiesto il sussidio risulta una spesa di oltre 500 euro per elettore", spiegano Degasperi e Marini. Che aggiungono: "In sostanza in pochi tornano a votare ma per agevolarli bisogna spendere cifre rilevanti. Nel complesso la situazione è in peggioramento rispetto alle votazioni precedenti, già tutt’altro che esaltanti, e sembra non ci sia alcuna intenzione di porre rimedio a questo andazzo negativo".

"In una delle prime interrogazioni presentate all’inizio della consiliatura chiedevamo di ottenere i dati dell’affluenza degli italiani residenti all’estero al voto per le elezioni provinciali. Una prima analisi aveva già dimostrato come il diritto di voto previsto dall’articolo 48 della Costituzione fosse sostanzialmente inesigibile, l’affluenza era infatti di poco superiore al 2%. Ora, dati alla mano, si conferma che nonostante le risorse pubbliche messe a disposizione per sostenere i viaggi di ritorno degli elettori dall’estero, anche in occasione dell’ultima tornata elettorale la partecipazione al voto è rimasta assai scarsa", affermano Degasperi e Marini.

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