I Verdi: "Anche Sassolungo e Sella abbiano riconoscimento Unesco"

L’esclusione non è stata casuale – secondo Mountain Wilderness– "poiché interessi di carattere privatistico e ulteriori disegni di sfruttamento consumistico sono stati ritenuti più importanti del valore ideale"

Avviare l’iter per il riconoscimento dei Gruppi del Sassolungo e del Sella quali 'Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco', così come proposto da Mountain Wilderness. Lo chiede con una proposta di mozione il consigliere provinciale dei Verdi del Trentino Roberto Bombarda, il quale ricorda come - quando nel 2009 le Dolomiti diventarono patrimonio Unesco - ''alcune significative montagne dolomitiche sono rimaste escluse dal grande disegno di salvaguardia, con imbarazzo del mondo ambientalista, ma non solo. L’esclusione non è stata casuale – secondo Mountain Wilderness– ''poiché interessi di carattere privatistico e ulteriori disegni di sfruttamento consumistico sono stati ritenuti più importanti del valore ideale rappresentato da queste straordinarie vette dolomitiche''. Mountain Wilderness chiede ora che venga "posto riparo ad un errore tanto grave e tanto miope".
 
Il nodo da sciogliere è però abbastanza complesso dal punto di vista burocratico: bisogna variare il piano paesaggistico dei Comuni in modo tale da allungare il parco naturale dello Sciliar. Ortisei e Santa Cristina sarebbero d'accordo, a quanto si mormora, Selva ancora no. Una volta ampliato il parco, l'inserimento del Sassolungo potrà iniziare l'iter che prevede un nuovo passaggio a Parigi presso l’Unesco. Per il Sella le cose sarebbero ancora più complesse, poiché non vi è la contestuale presenza di un parco. A Passo Sella si sono avute intanto delle ampie aperture e disponibilità da parte della Procuradora del Comun general de Fasha e dei sindaci di Canazei e di Campitello. Tutti hanno concordato che il Sassolungo e il Sasso Piatto dovrebbero fare parte delle Dolomiti Unesco. Come del resto anche il gruppo di Sella, un altro dei simboli delle Dolomiti escluso dal primo round dei riconoscimenti, sostanzialmente per le stesse motivazioni del Sassolungo: al momento non è area protetta – e l’Unesco chiede esplicitamente la presenza di un sistema di gestione che assicuri in modo permanente  la conservazione del territorio e della biodiversità – ed è un po’ troppo antropizzato, per dirla in termini eleganti.  A completare il quadro positivo di Passo Sella è arrivata proprio alla procuradora, stando alle cronache giornalistiche, una telefonata del presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Elmar Pichler Rolle che ha ribadito il suo impegno per sostenere la causa a favore di Sassolungo e Sasso Piatto.

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