La Giunta rinuncia ad un milione di euro per l'accoglienza: "Vogliamo capire se siano risorse utili"

La Provincia rinuncia a fondi dell'Europa, tramite il Ministero, destinati a progetti di integrazione. Ecco la risposta del Governatore

La Giunta Fugatti rinuncia ad un milione di euro dall'Europa per finanziare progetti di integrazione ed avvoglienza in Tretino. A segnalare quello che è stato definito "uno spreco di opportunità già a disposizione del territorio" sono il Comitato Nazionale Comunità di Accoglienza, il Consolida, i sindacati e la Fondazione S. Ignazio, parlando appunto di progetti che negli anni scorsi erano stati realizzati dal Cinformi, quindi non di percorsi aggiuntivi rispetto alle precedenti edizioni.

Progetti consolidati, insomma, che erano prassi nel sistrema di accoglienza trentino, quali corsi di lingua e cultura italiana, spazi di dialogo e socializzazione, destinati in gran parte agli stranieri di prima generazione accolti non solo a Trento ma su tutto il territorio provinciale. Una vera e propria rinuncia, quella di Fugatti e dei suoi assessori, a qualcosa di già sperimentato, pagato dal Ministero dell'Interno attraverso fondi europei.

Risponde a stretto giro il presidente della Provincia: "Riguardo a quel milione di euro proveniente dall’Europa, da destinare alle politiche di accoglienza dei migranti, a cui come Provincia avremmo rinunciato, noi vogliamo semplicemente capire se queste risorse sarebbero davvero utili, quali attività e corsi verrebbero organizzati e con quali ricadute per la collettività". Soldi di tutti, quindi, che andranno comunque a finanziare altri progetti sull'immigrazione in altre zone d'Italia.

Fugatti spiega che al termine di questo esame "non è detto che una parte di questi fondi non possa essere accolta dal Trentino" dove, nel frattempo, è stato finanziato con risorse provinciali pari a 250.000 euro un progetto "per portare in Trentino alcune famiglie che scappano da zone di guerra" dichiara il governatore.

"La notizia non ha avuto alcuna eco e non ci teniamo nemmeno a farle troppa pubblicità, perché se una cosa è realmente importante e utile la si fa e basta, quale che sia la provenienza dei fondi impiegati” conclude Fugatti.

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