Insulti razzisti alla dottoressa, Olivi: "Non si tratta di maleducazione ma di diritti"

L'assessore Segnana parla di "rispetto per i medici" ma il consigliere PD insorge: "L'uguaglianza è un diritto al di là del ruolo sociale"

"Non è questione di educazione, ma di diritti". Non tarda ad arrivare la presa di posizione del PD sul caso degli insulti razzisti rivolti da un paziente ad una dottoressa del Pronto Soccorso di Borgo Valsugana. A parlare è il consigliere Alessandro Olivi, ed il suo messaggio è più che altro una risposta all'assessore provinciale alla Sanità Stefania Segnana che sul caso ha espresso massima solidarietà alla dottoressa.

Nel comunicato in cui condanna l'episodio Segnana scrive che "rispetto e buona educazione sono le prime regole da osservare e far rispettare. A maggior ragione se stiamo ragionando di settori delicati come quello sanitario". Una frase che non è piaciuta ad Olivi, che puntualizza: "Il razzismo non è maleducazione assessore Segnana: è razzismo e basta! L’uguaglianza dei cittadini a prescindere dalla loro razza, colore della pelle e opinioni è un diritto come è un dovere di chi rappresenta le Istituzioni difenderlo".

Insomma, quando si tratta del colore della pelle, il rispetto va garantito a tutti, certamente non solo ai medici. L'intervento dell'assessore Segnana parlava invece di orgoglio per i "camici bianchi", "a tutti i medici", ai quali "dobbiamo garantire di poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza". L'assessore riferisce inoltre che "non è la prima volta" che ciò accade. La connotazione razzista però, secondo Olivi, fa di questo caso un caso particolare.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il Comune mette all'asta le biciclette abbandonate

  • Città più pericolose d'Italia: Trento è al 64° posto

  • Auto contromano: il camion si mette in mezzo ed evita la tragedia

  • Tornano le domeniche gratis nei musei e nei castelli

  • Trento, bicicletta centrata da un'auto: donna molto grave

  • Trento, contrabbandano benzina: arrestati in dieci

Torna su
TrentoToday è in caricamento