Attacco incendiario in Banale: Rossi condanna il gesto, e Casa Pound ci mette lo striscione

Il partito di estrema destra prende le distanze dal gesto ma afigge uno striscione vicino al B&B, danneggiato da ignoti, dove potrebbe arrivare un gruppo di richiedenti asilo

Lo striscione affisso a San Lorenzo in Banale

"Un gesto dal quale prendiamo le distanze ma che certamente è una chiara manifestazione di un disagio nei confronti di questa imposizione delle istituzioni". E,  per sottolinearlo, i militanti di Casa Pound Riva hanno affisso uno striscione: "Basta finti profughi".

Lo striscione è comparso nella notte tra lunedì e martedì accanto al B&B di San Lorenzo in Banale preso di mira, la notte precedente, da ignoti che hanno appiccato il fuoco alla porta d'ingresso. Motivo, il  presunto arrivo di alcuni profughi (si parla, sembra, di una famiglia) nella struttura privata che, è bene sottolinearlo, ha dato la propria disponibilità alla Provincia.

Questa sera si dovrebbe tenere nel piccolo comune giudicariense un incontro con la popolazione nel quale il sindaco, che giorni fa ha dichiarato he la trattativa era ancora in corso, aggiornerà i cittadini sulla situazione. All'incontro potrebbe  prendere parte  anche il presidente Ugo Rossi, ed è altrettanto probabile che non manchranno militanti del partito di estrema destra.

Ieri, dopo la diffusione della notizia dell'attacco incendiario, il governatore ha diffuso un comunicato con di condanna del gesto: "“Condanniamo con fermezza questo vile atto intimidatorio e rilanciamo il nostro impegno per cercare, tutti insieme, al di là delle diverse posizioni, di svelenire il clima politico, fomentato da chi vuole solo esasperare i toni”.

“Anche il Trentino, sta facendo la sua parte per gestire il fenomeno migratorio – ha detto Rossi – e fino ad oggi non ci sono stati particolari problemi con i cittadini dei paesi interessati all'accoglienza. Questo anche grazie al fatto che le istituzioni dell’Autonomia, il mondo del volontariato e le reti sociali, stanno lavorando in maniera unitaria e con senso di responsabilità”.

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Questo è quanto si legge nella nota. Non èla prima volta che avviene un episodio di questo tipo in Trentino: a Roncone, Soraga e Lavarone venne incendiata la porta di ingresso di analoghe strutture, in alcuni casi pubbliche, destinate all'accoglienza di piccoli gruppi di richiedenti asilo.

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