Deroga al decreto Lorenzin, i no-vax ringraziano: "Ha senso vaccinare tutti per due casi di morbillo?"

Sostegno del Comitato Uniti per Oviedo all'assessore Segnana: "A Roma faccia valere l'Autonomia"

"Maggiori coperture vaccinali non significano minori contagi, grazie all'assessore Segnana per aver chiesto il superamento di accesso alle scuole dell'infanzia dei piccoli non "conformi", occorre guardare la realtà in maniera cientifica". Queste le parole con le quali il Comitato Uniti per Oviedo, da sempre per la libertà di scelta contro l'obbligo vaccinale, esprime "approvazione e gratitudine" nei confronti dell'assessore provinciale alla Sanità, che ha chiesto una deroga al decreto Lorenzin.

In Trentino l'anno scorso furono circa 300 i bambini inizialmente esclusi da asili nido e scuole materne per non essere stati vaccinati. Ora, spiega l'assessora Segnana (anche se qualcuno chiede sulla base di quali dati) in Trenino è stata raggiunta la soglia del 95% di copertura vaccinale: tutti i bambini torneranno negli asili e nelle scuole a settembre. Anche quelli non "conformi", protetti dal cosiddetto "effetto gregge", ovvero dagli altri, quelli vaccinati.

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Ma il Comitato mette in dubbio anche l'efficacia della copertura al 95%, citando l'esempio del morbillo: "Da Epicentro si apprende che nel 2019 le regioni più colpite dal morbillo sono state Lazio, Emilia Romagna e Lombardia, che hanno rispettivamente coperture del 96,5 la prima, del 95,3% le altre due, fra le più alte d'Italia. Un tasso di incidenza di 122 su un milione per il Lazio, di 73 per l'Emilia e 72 per la Lombardia. Viceversa, il Trentino che ha una copertura del 93,9% ha registrato soltanto due casi fra gennaio e fine maggio. Ha senso vaccinare tutta la popolazione infantile, con un costo economico e sanitario, di fronte a due casi di morbillo in 6 mesi?".

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