Pari Opportunità, il Consiglio provinciale ha approvato la legge

L'aula ha espresso 16 voti favorevoli al testo unificato dei tre ddl Cogo, Dominici e Giovanazzi Beltrami. Si sono astenuti il Presidente Bruno Dorigatti e i due consiglieri Savoi e Penasa, 7 i contrari

Il Consiglio provinciale ha approvato la nuova legge in materia di pari opportunità, che sarà in larga parte operativa a partire dalla prossima legislatura e quindi dal 2014. L'aula ha espresso 16 voti favorevoli al testo unificato dei tre disegni di legge Cogo, Dominici e Giovanazzi Beltrami. Si sono astenuti il Presidente Bruno Dorigatti e i due consiglieri Savoi e Penasa (Lega Nord Trentino), 7 i contrari. Nel corso del pomeriggio l'aula - in un clima a tratti anche molto teso - ha passato in rassegna i 22 articoli del testo di legge, con gli oltre ottanta emendamenti a corredo (16 solamente sull'articolo 15, relativo alla composizione della Commissione pari opportunità, che avrà 16 membri: 6 nominati dall'associazionismo, 6 dal Consiglio provinciale, 2 dalla Giunta provinciale, 1 dai sindacati, 1 dalle organizzazioni dei datori di lavoro.

Il costo della legge
Pino Morandini ha proposto con un emendamento - respinto dall'aula - di ridurre drasticamente la previsione di spesa dell'ultimo articolo della legge. Le cifre non cambiano: 26.000 euro nel 2012, 44.000 euro nel 2013, 237.000 euro nel 2014. La cifra dei 237.000 euro rappresenta il totale di spesa, le cifre dei primi due anni invece solo la maggior spesa rispetto al budget attuale assorbito dagli organi di pari opportunità già operativi.
Cambia col voto segreto il concetto di "genere":
 
Questioni di genere
Pino Morandini (Pdl) ha chiesto e ottenuto il voto segreto sul proprio emendamento riferito all'articolo 1 nel punto in cui definisce il concetto di "genere". Morandini ha proposto con successo di parlare, nel testo della legge, non di "modelli di identità maschile e femminile, intesi come risultante di un complesso di schemi...", bensì di "modello maschile e modello femminile, intesi come risultante di un complesso di schemi culturali e sociali che caratterizzano ciascuno dei due sessi". Nel segreto dell'urna, 15 i voti favorevoli, 12 i contrari e 2 astenuti. E' cambiato quindi un punto di rilievo del testo di legge, che ora parrebbe non estendere il concetto di genere oltre ai due sessi maschile e femminile.
 
Il fenomeno delle "dimissioni in bianco" ai danni delle donne 
I consiglieri di minoranza - Civettini, Casna, Giovanazzi in particolare - hanno protestato contro la previsione dell'articolo 13 della legge, che contempla - seppure per contrastarlo - un fenomeno illegale. Il legislatore non deve nemmeno prendere in considerazione, si è sostenuto, una prassi che non deve avere cittadinanza sul nostro territorio. Hanno replicato Sara Ferrari, Margherita Cogo (Pd) e Caterina Dominici (Patt), argomentando che il fenomeno c'è dal Sud al Nord, è reato ed è sacrosanto contrastarlo pur nei limiti delle competenze a disposizione della Provincia. Marco Sembenotti (Civico) ha detto che il contrasto alla prassi delle dimissioni in bianco verrà da ben altre norme statali già in Parlamento. L'emendamento soppressivo proposto da Pino Morandini è così stato respinto: 10 sì, 19 no.
 

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