Esposto in Procura contro il Dolomiti Pride: la risposta degli organizzatori

L'editoriualista del quotidiano La Croce Filippo Fiani cita alla Corte dei Conti per danno erariale tutte le aministrazioni che hanno sostenuto manifestazioni per i diritti LGBT

Il corteo del Dolomiti Pride il 9 giugno 2018

Il Dolomiti Pride di Trento finisce alla Corte dei Conti nell'esposto presentato da Filippo Fiani presidente dell'associazione Diesa dei Valori ed editorialista del quotidiano La Croce, di Mario Adinolfi, da sempre schierato ne  cosiddetto "fronte della famiglia.

Per gli oppositori del Gay  Pride  sponsorizzare manifestazioni di questo tipo sarebbe un "danno erariale": questa l'accusa lanciata alle amministrazioni locali di tutta Italia tra cui i Comuni di Trento e Bolzano insieme a le Regioni Lazio, Campania, Piemonte, Toscana e Umbria, oltre ai Comuni di Roma, Firenze, Napoli, Catania, Torino, Milano, Genova e Cagliari.

La reazione degli organizzatori del Dolomiti Pride non tarda ad arrivare: "A Fiani vogliamo ricordare che i patrocini ai pride - anche onerosi - non sono un danno erariale ma un investimento per la crescita culturale e sociale di tutta la cittadinanza. I pride portano cultura, divertimento, riflessione e benessere per tutta la città, non solo per le persone LGBT".

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"Non ci sarebbe quindi nessuno scandalo -prosegue il comunicato - se le amministrazioni pubbliche del Trentino - Alto
Adige avessero finanziato direttamente la parata del pride, visto che questa manifestazione rappresenta da decenni e in tutto il mondo un momento fondamentale per la visibilità e il riconoscimento della comunità LGBT+. Segnaliamo però a Fiani che il patrocinio concesso dal Comune di Bolzano è stato puramente morale e non ha comportato nessun contributo in denaro. Il Comune di Trento h sì concesso un contributo economico al Dolomiti Pride, ma solo per quanto riguarda gli appuntamenti culturali che hanno preceduto la parata: mostre, conferenze e cineforum che hanno visto una larghissima presenza della cittadinanza e che hanno contribuito a creare le condizioni per un pride ampiamente partecipato e vissuto con consapevolezza".

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