L'ultimo discorso di Rossi in aula: "Trasformismo da Prima Repubblica"

"Nelle stesse ore in cui lodavano l'azione di governo, lo decapitavano al massimo livello di rappresentanza" ovvero il suo. Così Rossi ai consiglieri ed assessori della maggioranza

Si è aperto con un ringraziamento all'opposizione l'ultimo discorso del Presidente della Provinncia autonoma di Trento Ugo Rossi in Consiglio provinciale, ieri durante la discussione del bilancio tecnico 2019-2021, prima della chiusura della legislatura e delle elezioni di ottobre.

"Abbiamo avuto un rapporto spesso duro in questa Legislatura - ha detto rivolto ai consiglieri dell'opposizione - ma sempre molto franco e soprattutto orientato a far capire ai cittadini quali fossero e quali siano tuttora le differenze di impostazione e di vedute".

Ha poi ringraziato la "maggioranza mediaticamente molto variegata". Una maggioranza che, ha detto con una punta di rammarico, non ci sarà più: "non sappiamo chi verrà dopo di noi. Di sicuro sappiamo una cosa: non sarà il centro sinistra autonomista che ha ben governato in questa Legislatura". Fine del centrosinistra autonomista dunque? "Lo hanno demolito per cambiarne il presidente senza nemmeno averne pronto un altro".

Insomma, un discorso d'addio decisamente amaro. Ce n'è  per tutti: "trasformismo degno della Prima Repubblica" dice Rossi, riferendosi a chi "non ha voluto che potessero essere i cittadini trentini, in quanto cittadini, a giudicare se avessimo o meno governato bene". Un messaggio rivolto ai "suoi", anche all'assessore Daldoss, "non eletto ma nominato", che ora si appresta a correre da solo. 

"Come potranno essere alfieri credibili del cambiamento gli stessi che hanno sempre votato insieme al presidente in quest’aula? Come potrà parlare di cambiamento chi ha portato nella Giunta da me presieduta 1.903 delibere per poi dimettersi a due mesi dalle elezioni?". 

Se la campagna elettorale entra dunque di prepotenza anche nell'ultimo discorso in aula c'è spazio anche per l'autoincoraggiamento, nel giorno in cui il partito di Rossi, il Patt, conferma il pieno appoggio alla sua ricandidatura dopo le tentazioni, rispedite al mittente, di un salto a destra.

Ugo Rossi è candidato presidente per una seconda legislatura, e lancia la ssua ricandidatura "augurando al Trentino e ai trentini che la nuova stagione dell’Autonomia sia davvero quella dell’autentico cambiamento. Quello di cui abbiamo realmente bisogno. Quello che non deve per forza annunciarsi, perché è piuttosto praticato che urlato, quello che si basa sulla lealtà, sulla coerenza, sulla fiducia e sull’impegno quotidiano al servizio dell’Autonomia".
 

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