Doppia preferenza di genere, la Commissione: "I partiti si adeguino"

Il richiamo della Commissione Pari Opportunità ai partiti: "Non solo ruoli marginali". Lucia Maestri: "I partiti non possono usarci solamente per essere al passo coi tempi"

Affidare alle donne con poteri decisionali incarichi in tutti gli ambiti invece di relegarle come di consueto in quelli tradizionalmente considerati “femminili” ed adottare metodi di formazione delle liste che garantiscano la democrazia paritaria. La richiesta a tutti i partiti trentini arriva dalla Commissione Pari Opportunità del Consiglio provinciale, dopo l'approvazione della tanto discussa doppia preferenza di genere che, salvo bocciatura in un eventuale referendum estivo, sarà attiva all'interno della legge elettorale con la quale si andrà a votare per e provinciali 2018.

A dare un po' di numeri, purtroppo esigui, sulla storia della rappresentanza femminile in Consiglio provinciale è la consigliera Lucia maestri, una delle promotrici del "golpe" delle donne che  ha permesso l'approvazione della norma. "Guardate questa foto - scrive su facebook la consigliera, riferendosi alla foto che vedete qui sopra - Contateci. Siamo solo sei. Sei consigliere su 35 componenti l'Assemblea provinciale. Sei, di quelle 23 donne elette in Trentino, in quindici legislature dal 1948 ad oggi". E' questo "23" un numero che parla da solo; se pensiamo che 525 sono stati i seggi assegnati da allora ad oggi".

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