Passa la doppia preferenza di genere: parità tra uomini e donne nelle liste, rischio referendum

Il "cavallo di Troia" della doppia preferenza, già bocciata a maggio, questa volta ha funzionato: il Consiglio pprova, ma ora c'è l'ombra del possibile referendum in estate

Sbattuta fuori dalla porta a maggio e tornata dalla finestra nell'aula del Consiglio provinciale ieri, la doppia preferenza di genere è sttata approvata oggi con 23 voti a favore, dopo un'accesa discussione. Resta aperta la possibilità da parte dei consiglieri contrari di chiedere la convocazione di un referendum confermativo, ma i tempi, in vista delle prossime elezioni provinciali, sono sempre più stretti. 

Si parla di liste obbligatoriamente composte da uomini e donne in eguale misura. La legge è ritornata in aula grazie ad un'escamotage della maggioranza che ha proposto un emendamento ad uun disegno di legge dei cosiglieri Bezzi e Bottamedi sull'elezione indiretta del presidente della Provincia. Com'è noto la consigliera Manuela Bottamedi, ex M5S, ex Patt e ora molto vicina a Giacomo Bezzi di Forza Italia, era una delle due firmatarie della proposta sulla doppia preferenza, scartata a maggio. L'altra firmataria è la consiigliera Lucia Maestri del PD. 

La maggioranza ha dunque presentato 37 emendamenti al disegno di legge di Bezzi, già approvato dalle varie commissioni. Emendamenti abrogativi: in questo modo a rimanere in piedi sono stati solamente i 4 articoli riguardanti proprio la preferenza di genere. Il consigliere Bezzi, insieme al collega Viola, non ha preso parte alla votazione: se i voti favorevoli fossero stati 24 sarebbero servite 30.000 firme per arrivare al referendum, così ne bastano invece 8.000, oltre a quelle di sette consiglieri.

Otto i contrari, ovvero i consiglieri delle minoranze. Fugatti: "Le donne della lega mi hanno chiesto di votare contro perché non ritengono debba essere introdotto l’obbligo di candidate donne nelle liste". Civettini: " questa legge rappresenta degli interessi particolari di alcune deonne che i loro partiti hanno già defenestrato". Borga: "una legge illiberale e che offre a questo Consiglio il presunto diritto di condurre gli elettori al voto indirizzandoli". Astenuto Cia, insieme a Fasanelli: "Il 40% e 60% sarebbe stato molto preferibile: in questo modo sarà davvero difficile costruire liste". 

Compattte le donne del centro-sinistra, le uniche rappresentanti femminili in Consiglio provinciale, insieme alla proponente Manuela Bottamedi del Gruppo Misto. Attorno a lei ed al Lucia Maestri si sono sedute, tenendosi la mano durante  la votazione, le consigliere: Borgonovo Re, Plotegher, Ferrari e Avanzo.

"È un risultato che va ascritto alla tenacia degli uomini e delle donne della maggioranza, alla collaborazione proficua con tutti i promotori dell’iniziativa di legge, al supporto costante di larghi pezzi della società civile e delle Istituzioni, al lavoro dei partiti della maggioranza" scrive in una nota il Partito Democratico del Trentino. "Vorrei sottolineare un aspetto non secondario: l’azione congiunta di due donne, concentrate entrambe sull’obiettivo e impermeabili ai condizionamenti, alle strumentalizzazioni, alle deviazioni, sfata lo stereotipo che vuole le donne litigiose, invidiose, gelose: qualcosa sta cambiando" scrive su facebook Manuela Bottamedi, ringraziando la collega Maestri.

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