Dati "truccati", gestione Rsa e weekend sulle piste: minoranze all'attacco sull'emergenza Covid

Prima seduta a distanza per il Consiglio provinciale: i capigruppo delle minoranze all'attacco della Giunta

Prima seduta virtuale del Consiglio provinciale per discutere dell'emergenza coronavirus, o meglio della "tragedia" come l'ha definita il consigliere di Futura Paolo Ghezzi (Futura). Dure critiche alla gestione della pandemia da parte della Giunta sono state mosse da Degasperi (Onda Civica), Marini (M5S) e Zeni (PD). "Tragedia" è proprio la parola, ha detto Ghezzi, che non è mai stata usata nella comunicazione quotidiana del presidente Fugatti e della Giunta. Una comuncazione nella quale, anzi, si è provato recentemente a "truccare le carte" fornendo i numeri dei "nuovi contagi" anziché il totale, dando all'opinione pubblica l'impressione che il Trentino, ormai fuori dal contagio, potesse tranquillamente riaprire tutto. Il sospetto è che gli stessi numeri siano stati forniti alle istituzioni sanitarie nazionali per decretare il "via libera" alle riaperture volute dalla Giunta, nel caso dei negozi addirittura in anticipo rispetto al resto d'Italia.

I dati: "Siamo passati da peggiori a migliori"

Anche il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi ha parlato di "incoerenza dei dati e delle tabelle in cui siamo passati da migliori a peggiori e poi di nuovo a migliori, ma la verità è che i numeri, nel contesto in cui siamo inseriti, dicono che noi siamo collocati ai primi posti per morti e contagi". Sulla questione il consigliere del PD (ed ex assessore alla Sanità) Zeni ha depositato un'interrogazione nella quale si chiede conto "delle modalità di raccolta e trasmissione degli stessi al Ministero competente, posto che l’intera comunicazione della Provincia su tali questioni appare ogni giorno più confusa e contraddittoria e che sulla stessa si fondano anche le scelte politiche ed amministrative che investono poi tutta la cittadinanza". 

L'ultimo weekend sulle piste con il virus già in Italia

Entrambi hanno ricordato l'ormai funesto weekend di marzo quando, con i primi casi in forte aumento in Lombardia e Veneto, la Giunta pubblicizzava in maniera scriteriata le montagne trentine, con messaggi, anche istituzionali, ai turisti. "Slogan come “la neve è più forte del virus” e gli inviti a visitare il Trentino in libertà li abbiamo sentiti tutti e chi li ha rivolti deve prendersi le proprie responsabilità" ha detto Degasperi.

Pazienti in casa di riposo anzichè in ospedale

L'altro punto critico, secondo le minoranze, è stata la gestione delle Rsa. Un punto sul quale entrambi i consiglieri hanno chiesto una conferenza d'informazione al presidente Fugatti. "C’è stato politicamente un tentativo di scaricare il barile sulle Rsa che hanno registrato un altissimo numero di morti tra persone che hanno costruito il Trentino" ha detto Ghezzi. Il riferimento non è solo alle linee guida emanate ad inizio pandemia, che permettevano ancora l'ingresso di una persona (parente o badante) per ogni ospite, ma anche alla circolare che ha dato istruzioni alle Rsa di bloccare i trasferimenti degli anziani contagiati verso gli ospedali.

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Per la Sanità trentina 40 milioni dallo Stato

L'assessore Segnana ha annuciato un piano di riorganizzazione della Sanità trentina che farà ricorso ai 40 milioni di euro stanziati per il Trentino dallo Stato all'interno del Decreto Cura Italia. Un piano che interesserà i prossimi due anni. "Sarà potenziata in particolare l’assistenza domiciliare verso tutte le persone fragili anche la fine di decongestionare le strutture ospedaliere, così come la telemedicina anche grazie ad una centrale operativa con funzioni di raccordo e la messa a disposizione di apparecchiature di monitoraggio domestico della saturazione di ossigeno ed emoglobina. La medicina convenzionata sarà valorizzata, verrà portato sul territorio il lavoro di equipe che ci attendiamo generi miglioramenti nella presa in carico delle persone e nella prevenzione e promozione della salute. Nel Piano si garantisce anche l’implementazione della terapia intensiva per rendere strutturale su 4 strutture la risposta agli eventuali accrescimenti della curva pandemica, saranno rese strutturali le aree Covid implementando l’attività di trasporto per i pazienti, dimissioni protette per pazienti non affetti da virus".

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