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Consiglio: 25 mila euro a chi favorisce il lavoro femminile

Approvata la mozione proposta da Margherita Cogo per promuovere interventi "volti alla valorizzazione del lavoro femminile e alla conciliazione famiglia-lavoro"

Redazione11 luglio 2012

L’assemblea legislativa ha concluso con l’approvazione l’esame della mozione 441, proposta da Margherita Cogo per promuovere interventi “volti alla valorizzazione del lavoro femminile e alla conciliazione famiglia-lavoro”. Si è votato separatamente per la premessa, mentre sul dispositivo formato da 2 punti Morandini ha chiesto e ottenuto il voto segreto. La mozione ha ottenuto 26 voti a favore, 6 contrari (i 4 consiglieri del Pdl, Civettini della Lega e Sembenotti della Civica) e un astenuto (Casna). A favore hanno votato quindi Penasa e Paternoster della Lega, insieme a Eccher della Civica. Dal voto segreto sul dispositivo sono emersi 19 sì, 10 no e 2 a astenuti.

Nel dispositivo il punto 1 è stato sostituito da Cogo con un emendamento che non impegna più il presidente del Consiglio provinciale ad istituire una commissione speciale che indaghi sullo stato di effettiva applicazione nelle politiche pubbliche attuali delle norme provinciali in materia. Nella nuova versione si impegna invece “la seconda commissione permanente del Consiglio provinciale a effettuare in collaborazione con la quarta commissione permanente, un’indagine sullo stato dell’occupazione femminile e sulla conciliazione dei tempi famiglia – lavoro, secondo le modalità organizzative che saranno definite dai presidenti delle rispettive commissioni, e a riferire al Consiglio entro sei mesi dall’approvazione della presente mozione, le acquisizioni, le conclusioni e le proposte elaborate”.

In base al secondo punto del dispositivo della mozione, “il Consiglio impegna invece il presidente della Provincia a bandire un concorso pubblico con un premio non inferiore a 25 mila euro da assegnare al comune e all’azienda più virtuosi in tema di conciliazione famiglia-lavoro e di promozione del lavoro femminile”.
 “La convinzione che le donne trentine hanno – ha affermato l’esponente del Pd presentando la sua mozione – non è quella di vivere in una realtà avanzata. Non si ha, insomma, la sensazione di essere in Svezia. E’ vero che in Trentino abbiamo il 58% delle donne occupate, ma c’è anche un alto livello di precariato femminile”. Per Margherita Cogo, insomma, anche in Trentino c’è molto da fare per favorire le donne che lavorano, la loro possibilità di fare carriera. C’è, tra l’altro, una mentalità da cambiare. “Il 74% delle donne da noi pensano che una madre che lavora danneggia i figli. Nei Paesi del Nord Europa, come la Svezia, solo un quarto delle donne la pensa in questo modo”.

A favore della mozione sono intervenuti l’assessore Ugo Rossi per la Giunta e Caterina Dominici del Patt. Nerio Giovanazzi (At) ha dichiarato di condividere la premessa che per questo ha chiesto e ottenuto di votare separatamente rispetto al dispositivo.  Rodolfo Borga del Pdl si è invece chiesto come possa l’assessore Rossi sentirsi confortato dalla premessa della mozione Cogo, che giudica negativamente l’operato dell’attuale Giunta, incapace di attuare le leggi provinciali (“i costi degli asili nido in Trentino sono più alti rispetto alla vicina e odiata Lombardia”). “Il Pd sembra suggerire un cambio di rotta nella prossima legislatura”.

Mostrando che tutti i dati sull’occupazione femminile sono già accessibili nell’annuario statistico, Borga ha concluso sottolineando “l’evidente inutilità di una mozione come questa”. Dello stesso avviso Claudio Civettini (Lega) secondo cui in quest’aula la sensibilità sullo’argomento “è già alta”. “Dovremmo piuttosto pensare a un progetto per risolvere concretamente i problemi dell’occupazione”. La mozione Cogo è per Sembenotti “brutta, populista e con un dispositivo emendato non votabile”. Secondo il consigliere della Civica “non si avvertiva certo il bisogno di prevedere addirittura 25 mila euro di spesa aggiuntiva in questi tempi di tagli”. Ha infine segnalato come vi sono scuole nelle quali il personale insegnante è tutto o quasi femminile. A giudizio di Bruno Firmani (Idv) “questa mozione ha molto del sogno e appare poco professionale”.

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Mario Casna (Lega) ha osservato che questa potrebbe essere una mozione della minoranza: da essa emerge infatti come in materia la Giunta non stia facendo nulla. “Cos’ha fatto la sinistra da 15 anni al governo della Provincia a favore della dignità della donna?” Anche Casna ha contestato la spesa prevista di 25 mila euro. Pino Morandini del Pdl ha messo in evidenza come l’insistenza politica con cui il Pd ha sostenuto gli asili nido in alternativa alla famiglia, è all’origine degli alti costi di questo servizio. L’apporto pubblico avrebbe dovuto essere più forte anche a sostegno dei genitori mettendoli in condizione di seguire i bambini piccoli a casa. Franca Penasa della Lega ha assicurato il proprio sostegno alla mozione perché garantisce sostegno alle donne. “Su questo tema – ha osservato – tutti dovrebbero unire le forze”. Per Claudio Eccher (Civica) la volontà che anima la mozione è positiva e condivisibile.

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