Cacciatori sulle strade forestali: proposta bocciata

Bocciato il Ddl di Ossanna (Patt) per permettere il transito sulle strade forestali. Sì alla proposta della Lega, ma le associazioni ambientaliste protestano: "E' un regalo ai cacciatori"

Le strade forestali non apriranno ai cacciatori: è stato respinto dalla Terza Commissione consiliare il Disegno di legge del consigliere Ossanna (Patt) che prevedeva, tra le altre cose, la possibilità per i cacciatori di transitare in auto sulle strade forestali trentine.

Il proponente ha spiegato, in Commissione, che l'obiettivo del Ddl era quello di " permettere l’attività venatoria anche ai cacciatori anziani e con problemi di deambulazione". Troppe le perplessità sollevate dai Comuni, dall'Ordine degli Agronomi e Forestali, dalle associazioni ambientaliste e, naturalmente, dagli altri consiglieri membri della Commissione che hanno sostanzialmente bocciato la proposta: 5 voti contrari, astenuto Manica (PD), favorevole solamente lo stesso Ossanna.

Proposta rispedita al mittente, dunque, insieme a quella dei "punti di sosta", ovvero dei piccoli magazzini nelle aree venatorie più importanti per permettere ai cacciatori di conservare la selvaggina durante una battuta di caccia. A questo proposito Stefano ravelli, presidente dell'Associazione cacciatori, ha ricordato nel corso delle audizioni come in Trentino esistano già 26 strutture di questo tipo, chiamati "centri di controllo". "Si tratta - ha detto - di strutture realizzate dagli enti gestori delle riserve per supplire ad una inerzia della Provincia nell’esercitare il controllo dei capi abbattuti e di conservare la selvaggina in condizioni igienico-sanitarie ottimali".

La stessa Commissione ha invece dato parere favorevole al Disegno di legge proposto dall'assessore Zanotelli (Lega), con 4 voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza Job, Paoli, Paccher e Rossato, il voto contrario di Coppola (Futura 2018) e gli astenuti Manica (PD) e Ossanna (Patt). Il Ddl prevede l'aumento delle sanzioni per i cacciatori che non rispettano le norme. "Le sanzioni sono in linea con quelle nazionali, ha aggiunto, con la differenza che noi le aggiorniamo ogni 5 anni in base ai dati Istat" ha detto Zanotelli.

"Sanzioni comunque insufficienti" ha dichiarato nelle audizioni la presidente dell'Ente nazionale protezione animali Ivana Sandri. "Si cambia tutto perché tutto rimanga uguale - ha detto - Enpa chiede che il sistema sanzionatorio si adegui a quello molto più severo adottato in altre regioni a statuto speciale. Le sanzioni devono inoltre risultare chiaramente aggiuntive rispetto a quelle già previste".
 

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