Bus gratis per gli over 70 ma non per i profughi. Per Paoli (Lega) la connessione è evidente

Il consigliere leghista rivendica una certa coerenza nella scelta: "Non si toglie ai richiedenti asilo nulla di essenziale, è solo questione di priorità"

"La nostra priorità sono i trentini". Così il consigliere della Lega Denis Paoli risponde a chi nei giorni scorsi ha protestato alla stazione delle autocorriere di Trento contro il ritiro delle tessere per il trasporto pubblico gratuito in precedenza concesse ai richiedenti asilo in Trentino.

"Una decisione già presa mesi fa, coerente con l'impostazione politica leghista, linea peraltro premiata dagli elettori lo scorso 21 ottobre". Insomma, nulla di nuovo: la Lega aveva già chiesto la sospensione della gratuità del trasporto ai profughi. Una volta salita al potere l'ha fatto. Il ragionamento di Paoli non fa una piega, ma chi protesta lo fa perchè proprio per contestare tale decisione (ovviamente coerente con "la linea politica leghista").

Nella nota Paoli dichiara che "l'emergenza profughi sta rientrando", poi richiama l'attenzione sui 18.500 over70 trentini che hanno presentato richiesta per il trasporto gratuito, deciso con la stessa delibera, come se tra le due cose ci fosse una connessione: togliere da una parte per concedere dall'altra.

Da qui alla considerazione "il trasporto gratuito ai profughi toglie soldi al trasporto gratuito per gli anziani trentini" il passo è breve, ma chiaramente le due cose non sono connesse: basti pensare che nella scorsa legislatura un gruppo di cittadini promosse un disegno di legge per chiedere il trasporto gratuito per tutti. Punto. Senza distinzione alcuna.

A metterla su questo piano è lo stesso consigliere: "Concludo rilevando come la scelta di limitare la circolazione gratuita in Trentino a chi trentino non è (senza con ciò far mancare nulla di essenziale ai richiedenti asilo) sia stata politicamente presa nello stesso periodo in cui è stata varata la corrispondente concessione di gratuità di trasporto ai trentini over 70". La sproporzione è evidente: 18.500 abbonamenti gratis in più contro i 1.200 ritirati ai profughi. 

"Non si tratta quindi di penalizzare nessuno, ma solo di una questione di priorità e di equità. Infatti non si capisce perché si dovrebbe fornire un ulteriore servizio gratuito a persone che non hanno ancora dato il loro contributo alla nostra società, facendo invece pagare per lo stesso servizio i cittadini trentini" conlude Paoli.

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