Demenza, 600 casi l'anno. L'assegno di cura diventa buono di servizio

Piano provinciale demenze: i 4.000 euro di euro che oggi vengono mediamente assegnati ogni anno con l'assegno di cura alle famiglie per i loro cari affetti da Alzheimer, saranno trasformati in buoni di servizio

Si stima che oggi in Trentino le persone con demenza siano circa 7.000, di cui meno della metà ospitati in Rsa e le altre assistite a domicilio. Ogni anno i nuovi casi diagnosticati sono più di 600. Le Rsa con nuclei dedicati specificamente alle persone con demenza sono 22, i posti letto dedicati sono 190, i Centro diurni Alzheimer sono 2, uno a Trento (23 posti) e 1 a Rovereto (15 posti). Questi alcuni dati comunicati dall'assessore alla salute Donata Borgonovo Re in quarta Commissione, dove ha comunicato che entro l'anno i 4.000 euro di euro che oggi vengono mediamente assegnati ogni anno con l'assegno di cura alle famiglie per i loro cari affetti da Alzheimer, saranno trasformati in buoni di servizio destinati a garantire a queste persone un'assistenza e cure professionalmente qualificate. La Provincia metterà in rete e attorno a un tavolo tutti i soggetti pubblici e del volontariato impegnati in questo settore. Sono due dei cambiamenti prodotti dal Piano provinciale demenze, approvato la settimana scorsa dalla Giunta provinciale.

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Le risorse messe a disposizione per l'attuazione del Piano demenze ammonteranno a circa 5 milioni di euro per finanziare due politiche: quella per l'attuazione del Piano provinciale demenze, l'altra per gli interventi sulla fragilità dell'età evolutiva. Le risorse serviranno innanzitutto a rafforzare le professionalità necessarie ad accompagnare questi due percorsi, a partire dai geriatri territoriali collegati alla geriatria ospedaliera, anche per garantire l'accorciamento delle liste di attesa. Poi si potenzieranno le figure degli psicologi e degli infermieri con circa 400 mila euro l'anno di incremento dei costi. Borgonovo Re ha ricordato il finanziamento di 1 milione di euro già assicurato alla sperimentazione degli 80 ammalati di demenza. Apss, ha aggiunto l'assessora, dovrà verificare qual è il maggior fabbisogno per il servizio domiciliare urgente. Si valuteranno anche gli interventi a sostegno delle Rsa per incrementare il numero dei posti di sollievo. E si tratterà anche di capire cosa garantire per i nuclei demenze nelle Rsa. 

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