Padre e figlio bracconieri denunciati in Val di Sole: stavano decapitando un cervo

I bracconieri in questo periodo puntano ai cervi maschi adulti, ma solamente per le corna. Questa volta, però, sono stati i cacciatori a cadere in trappola

Il cervo morto ritrovato dalla forestale a Caldes

Cervi maschi adulti, uccisi in inverno da bracconieri senza scrupoli. L'obiettivo non è la carne, bensì le corna. I palchi vengono esposti in casa come trofeo, talvolta venduti a caro prezzo. Un fenomeno non certo nuovo in Trentino, dove quest'anno si sono registrati diversi episodi denunciati dai residenti in Val di Fiemme, ed in Val di Sole dove pochi giorni fa la Forestale ha denunciato due bracconieri, padre e figlio.

I bracconieri vogliono solo la testa

L'operazione è partita con il ritrovamento nel comune di Caldes di un cervo maschio con grandi corna, morto dopo essere rimasto imprigionato in un cavo d'acciaio. Un "laccio", messo apposta da qualcuno. Anzichè rimuovere la carcassa i forestali hanno pazientemente atteso che qualcuno venisse a prenderla. Nel giro di pochi giorni i bracconieri sono arrivati per decapitare l'animale. La carne, ovviamente, era inservibile. Questo a riprova del fatto che ciò a cui mirano questi cacciatori di frodo sono i palchi.

A cadere nella trappola, anzi fototrappola, dei forestali questa volta sono stati proprio i due bracconieri. Le immagini non mentono, ed i due sono stati ricoosciuti ed individuati rapidamente. I forestali si sono presentati alla porta di casa dei due. All'interno sono stati trovati lacci, il palco del cervo separato dal cranio, la roncola utilizzata per la decapitazione, altri palchi e altre mandibole di cervo, privi dei certificati di origine, nonchè una delle fototrappole piazzate dai forestali, trafugata dai due che, evidentemente, avevano capito di essere stati scoperti.

I due sono stati denunciati. Tutto il materiale è stato sequestrato. I reati contestati sono molteplici e riguardano le armi (alterazione, silenziamento e irregolarità nella detenzione e custodia), il furto venatorio e patrimoniale, l’uccisione di animali con mezzi ed in periodi vietati e il maltrattamento degli stessi.

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