In 10.000 in Lessinia per dire 'no' alla riduzione del Parco

Marcia silenziosa, e suggestiva, per quasi 10.000 persone contro il progetto di ridefinizione dei confini del Parco

In altri contesti si parlerebbe di "grande evento" in montagna. Ma questa volta la folla di quasi 10.000 persone che si sono date appuntamento alla Conca dei Pàrpari, nella Lessinia veronese, non ha niente a che fare con lo sfruttamento della montagna per spettacoli ed intrattenimento. E' stata una marcia di protesta silenziosa, resa ancor più suggestiva da una debole nevicata, per dire 'no' alla riduzione dei confini del Parco regionale della Lessinia, voluta dalla Regione a guida leghista.

Dalla Conca dei Pàrpari di Roveré Veronese, i manifestanti hanno formato un lungo serpentone che anche attraverso sentieri innevati ha raggiunto la località di San Giorgio a Bosco Chiesanuova. Circa due ore di escursione per contrastare una riforma che ridurrebbe di oltre mille ettari l'area protetta del parco. Una mobilitazione importante, un risultato forse insperato per ua battaglia locale, e con una situazione meteo che di sicuro non invitava ad una passeggiata, nei giorni più freddi dell'anno. 

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Foto e commenti spopolano sui social, ma non tardano ad arrivare anche le critiche da parte di chi difende il taglio della superficie protetta, come il consigliere veronese Stefano Valdegamberi. "Assistiamo in Lessinia ad un linciaggio di massa contro la riserva indiana dei pochi montanari sopravvissuti a difendere il loro territorio e l'ambiente - ha scritto Valdegamberi - Un atto di arroganza sociale del peggiore ambientalismo da salotto, strumentalizzato dalla sinistra politica, dimenticandosi che domani mattina a difendere l'ambiente ci saranno solo loro, i montanari, non quelli che vanno a manifestare. Il parco sono loro, non un disegno di legge o un apparato burocratico. Ma noi ce lo siamo dimenticati."

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