Acqua inquinata? Per pulirla basta la "centrifuga"

Lo studio, firmato, tra gli altri, da una studentessa ed un professore di Trento, punta a dimostrare come l'effetto del vortice possa separare l'acqua dagli inquinanti. L'articolo è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista della Royal Society

Uno sversamento improvviso di sostanze tossiche per un incidente, un corso d'acqua inquinato da un’attività industriale, gli effetti a lungo termine sulle falde a causa dei pesticidi utilizzati in agricoltura. Come si può "ripulire" l'acqua inquinata dalle attività umane? Una soluzione potrebbbe arrivare dal funzionamento della lavatrice. Così come la macchina per lavare i vestiti, che ognuno di noi ha in casa, sfrutta la forza centrifuga per separare i panni puliti dall'acqua sporca a fine lavaggio, così la stessa forza potrebbe essere la chiave di volta per togliere le sostanze tossiche dall'acqua in caso di sversamenti.

L'idea è contenuta in uno studio firmato da Mariaines Di Dato, studentessa della Scuola di dottorato di Ingegneria civile a Mesiano. L'articolo, scritto con Aldo Fiori (Università di Roma Tre), Gabriele Chiogna (Technical University of Munich), Felipe P. J. de Barros (University of Southern California) e Alberto Bellin (Università degli Studi di Trento), è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista britannica "Proceedings of Royal Society", nella sezione dedicata all'Ingegneria. 

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«Dalla nostra ricerca – spiega Alberto Bellin, professore ordinario a Trento, co-autore dell'articolo – emerge che le caratteristiche cinematiche, e in particolare la vorticità, influenzano la forma delle nuvole di soluti e il loro destino, quindi la possibilità di bonificare gli acquiferi contaminati. Facilitare il mescolamento dei reagenti con i contaminanti disciolti nell'acqua aumenta infatti l'efficacia dei trattamenti. Un’altra immagine potrebbe essere quella dei «mulinelli (vortici) che già Leonardo aveva osservato nei fiumi e prontamente disegnato, solo che fino a ora non erano né stati previsti teoricamente né tantomeno osservati negli acquiferi, o ancora il vortice creato da un cucchiaino in un bicchiere d'acqua nel quale abbiamo introdotto dello zucchero: la rotazione accelera lo scioglimento». 

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