Imballaggi leggeri: attenzione a cosa si butta. Il Comune: "Il 30% è materiale non riciclabile"

Al via una campagna informativa di Comune e Dolomiti Ambiente: in sei mesi comminate 300 sanzioni per i "sacchi blu"

Trento al top per la raccolta differenziata, ma tuttosi può migliorare.  Anzi, si deve: il Comune e Dolomiti Ambiente registrano da tempo un grosso problema nel conferimento degli imballaggi leggeri. Nell'apposito sacchetto blu troppo spesso finisce di tutto, materiale non riciclabile, a volte scambiato per imballaggio, a volte palesemente gettato senza pensarci su troppo.

E' il caso degli indumenti, sempre più spesso ritrovati dagli addetti ailavori nei sacchi per gli imballaggi leggri, ma anche di oggettidi plastica più grossi e consistenti, come vsi per piante e fiori, pezzi di tubi idraulici, guanti di gomma, e così via. Il risultato? Quasi il 30%, in peso, del materiale conferito come imballaggi leggeri in realtà non lo è. In sei mesi sono state comminate 300 sanzioni per questo tipo di errori.

Nel sacco blu vanno sì gettati involucri in plastica, ma solamente del tipo che può esserericiclato, oltre a lattine e barattoli di alluminio ed altro materiale che serve appunto per contenere cibo o altro. Lo ribadisce il Comune che, in collaborazione con Dolomiti Ambiente, ha ideato una campagna informativa che vedrà un presidio itinerante nelle vie e nelle piazze della città dove verranno fornite informazioni per il corretto conferimento degli imballaggi.

Sarà anche l'occasione per distribuire gratuitamente, a chi ne farà richiesta, un contenitore ideato appositamente per la raccolta dell'olio esausto da cucina. Nei mesi di maggio e giugno Dolomiti Ambiente intensificherà la campagna di informazione e sensibilizzazione sulla corretta gestione dei rifiuti. È previsto l'allestimento di punti informativi in tutte le circoscrizioni, presso i Centri raccolta materiali e presso Iperpoli e Top Center. Il calendario completo è disponibile qui...

Non si tratta solo di rispetto dell'ambiente, tali comportamenti hanno un peso economico che ricade sulla collettività: "Tali errori comportano un costo per la selezione presso l'impianto di Lavis (78 euro per tonnellata) e un rilevante costo di smaltimento in discarica (160 euro per tonnellata + oneri di trasporto), per un ammontare annuo superiore a 100.000 euro" ricorda il Comune.

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