MUSE, con 1000 fototrappole mappate 171 specie: alcuni scatti sono spettacolari

Una selezione "da copertina" che ci fa capire, attraverso la bellezza di alcuni scatti, l'importanza della ricerca e la responsabilità dell'Uomo nei confronti della biodiversità

Uno degli scatti diffusi dal Muse

Foto "da copertina" con un alto valore scientifico, o meglio sarebbe dire foto scientifiche spettacolari ad alto impatto emotivo. Sono alcuni degli scatti provenienti dalle 1000 fototrappole piazzate nelle foreste tropicali di Africa, Sudamerica e Sud-Est Asiatico da una rete di ricercatori coordinata dal Muse, Museo delle Scienze di Trento e dall'Università di Firenze.

Grazie ad un migliaio di fototrappole i ricercatori hanno documentato la presenza di 171 specie diverse di mammiferi, ma tra i 300.000 scatti realizzati ce ne sono, chiaramente, alcuni la cui bellezza estetica trascende il valore scientifico, che è valso al lavoro la pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale Ecography.

“Questi risultati sono rilevanti sia sul piano ecologico che per la conservazione di intere comunità di fauna selvatica – commenta Simone Tenan, ricercatore del MUSE e coordinatore del progetto insime a Francesco Rovero, ricercatore del Dipartimento di Biologia dell'Università di Firenze ed anch'egli collaboratore del museo trentino - perché gettano le basi per analizzare la vulnerabilità e quindi impostare piani di protezione che siano generalizzabili a contesti diversi e intere comunità e non limitati a singole specie. I mammiferi nelle foreste pluviali sono sempre più minacciati dall'incessante deforestazione, dalla caccia e dal cambiamento climatico, con molte specie a rischio di estinzione”.

La scoperta è che le comunità di mammiferi delle foreste pluviali del mondo, seppur formate da faune molto diverse, sono composte da proporzioni simili di carnivori, erbivori, insettivori e onnivori. L'altro aspetto evidenziato è che, purtroppo, tutte le specie osservate presentano una comune vulnerabilità rispetto a fattori ambientali e di disturbo da parte dell’uomo. Una scoperta che ci responsabilizza una volta di più e che ci fa guardare con altri occhi a questi meravigliosi scatti. 

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