Bicicletta, benefici individuali e collettivi: il 19% dei trentini la usa abitualmente

Il 19% dei trentini usa abitualmente la bici, l'obiettivo è arrivare al 30%. Dall'altra parte c'è però un 17% di popolazione completamente sedentario

"Se in Trentino il 30% della popolazione usasse la bicicletta per gli spostamennti abituali si eviterebbero 15 decessi all'anno". A dirlo è Paolo Crepaz, medico  dello sport del Centro Sanitario Trento, intervenuto al Muse all'interno della Giornata della Mobilità Elettrica. I  decessi sono chiaramente da intenere come decessi precoci, dovuti da unn lato alle emissioni di CO2 dei veicoli a  motore, e dall'altro ai rischi di una vita completamente sedentaria (il 17% dei trentini dichiara di non fare alcuna attività fisica).

Il convegno ha fornito l'occasione per diffondere alcuni dati circa l'uso della bicicletta in Trentino: oltre 68.000 persone, pari al 19% della popolazione totale, usano la bicicletta negli spostamenti abituali almeno una volta al mese; la media nazionale è del 14%. In Trentino  Chi si muove in bicicletta lo fa mediamente per 4,2 giorni a settimana per 32 minuti al giorno. Uno stile di vita che ha un doppio effetto positivo sulla salute della popolazione: a livello individuale, per i benefici derivanti daq una vita più "attiva", ed a livello sociale per la riduzione di emissioni di veicoli a motore. 

Benefici che tuttavia non convincono la parte restante della popolazione. Abitudini, come quella di rcarsi al lavoro in auto, dure a morire. "Ci sono due modi per promuovere l'attività fisica: uno è un atteggiamento allarmistico, esponendo i rischi legati alla sedentarietà, come le scritte sui pacchetti delle sigarette, ma la mia impressione è che non risolva il problema - spiega Crepaz - dall'altra parte occorre trovare degli incentivi e delle motivazioni che favoriscano stili di vita positivi nelle persone, da questo punto di vista largo alla fantasia, alle motivazioni individuali ma anche alle istituzioni e alle politiche che possono favorire una cultura dell'attività fisica". 

Come detto l'uso della mobilità alternativa ha effetti positivi che riguardano  anche l'ecosistema, a livello globale. "Non possiamo dunque più aspettare, a meno di fidarci che chi verrà dopo di noi troverà un modo per sottrarre la CO2 - prosegue Crepaz - Se vuole essere carbon free va individuata una data a partire dalla quale si decide che non ci sono più combustibili fossili. Per quanto riguarda la mobilità, occorre agire sui veicoli, rinunciando alla benzina e al diesel. L'auto elettrica si affermerà all'inizio del prossimo decennio. Altro tema è quello della mobilità sostenibile, provare a creare cittá-territori costruiti a misura della nuova mobilità. Pure  gli stili di vita vanno messi in discussione, evitando di lasciarci sedurre dalla pubblicità che ci invita a non porci il problema del limite."

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