Facoltà di Medicina: Trento approva la collaborazione con Verona

Il rettore Collini: "Questo non pregiudica il rapporto con Padova, ci auguriamo che la scadenza possa essere prorogata dal Ministero"

Nuovo capitolo nella "saga" della nuova Facoltà di Medicina a Trento: alla vigilia dell'incontro a Roma tra il governatore Fugatti ed il ministro Manfredi il Senato accademico dell'Università di Trento ha approvato la convenzione con l'Università di Verona all'interno del progetto di corso di laurea interateneo che sarà presentato al Miur. 

"Il corso di studio prevede 60 posti per studenti e studentesse in ingresso, numero che dovrà essere approvato dal Ministero sulla base delle disponibilità di strutture assistenziali presenti in Trentino e presso le quali i futuri medici svolgeranno le attività di tirocinio nei prossimi anni. Per portare a regime il corso di studio, con sede amministrativa all’Università di Trento dovranno essere reclutati almeno 20 docenti in area medica" spiega la nota.

"Per Trento è previsto un programma formativo specifico, di carattere interdisciplinare e progettato partendo dalle esigenze condivise dalla comunità scientifica e professionale trentina, con la quale nelle scorse settimane vi è stato un costante e proficuo confronto" si legge nel comunicato. Confronto che, pare, non c'è stato con la Giunta provinciale, che da subito ha spinto per una nuova Facoltà guidata dall'Università di Padova.

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Dopo l'approvazione del Senato accademico è stata diffusa una nota del rettore trentino Paolo Collini nella quale si precisa che " che la delibera sulla convenzione con l’Università di Verona non pregiudica in modo assoluto l’auspicata collaborazione con l’Università di Padova con la quale si sta interagendo per definire il coinvolgimento, auspicabilmente fin dalla prima fase del progetto. La delibera era imposta dai tempi della procedura ministeriale e ci si augura possano essere prorogati, così da poter cogliere questa opportunità già dall’inizio. La collaborazione con l’Università di Padova, contrassegnata dalla stima reciproca e ricca e fruttuosa su molti fronti, potrà dare al progetto di Trento e Verona ulteriori forza e qualità".

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