Giovane fisico tedesco si trasferisce a Trento e porta 1,3 milioni di euro per la ricerca

Dall'Università di Heidelberg a quella di Trento, portando con sé un fondo da 1,3 milioni di euro per la ricerca sugli atomi ultrafreddi

Philipp Hans-Jürgen Hauke, fisico tedesco di 36 anni,

Ha deciso di trasferirsi da Heidelberg a Trento, per portare avanti il suo lavoro di ricerca al Dipartimento di Fisica di Povo, portando all'ateneo trentino fondi per 1,3 milioni di euro. Philipp Hans-Jürgen Hauke, fisico tedesco di 36 anni, è arrivato all’Università di Trento come professore associato tramite una chiamata diretta. Il suo progetto indaga le correlazioni quantistiche tra atomi ultrafreddi. Le risorse gli sono state assegnate dal Consiglio europeo nell'ambito del programma Horizon 2020

Il progetto, che proseguirà per quattro anni, adotta un approccio radicalmente nuovo allo studio della materia. Hauke analizza come le correlazioni quantistiche danno luogo a nuove configurazioni della materia. Sviluppa inoltre nuovi metodi, precisi e versatili, per la loro rilevazione e il loro controllo. L’obiettivo finale è la comprensione più profonda delle questioni di fisica fondamentale riguardanti il comportamento microscopico della materia e la creazione di una base teorica per il possibile sviluppo di nuove tecnologie.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

A Trento coordinerà un team di sei giovani ricercatori, tra cui studenti del corso di laurea magistrale e di dottorato, oltre a un assegnista di ricerca. «Trento è un posto ideale dove svolgere la mia ricerca» dice Philipp Hauke. «Il centro Bec, Bose-Einstein Condensation dell’Università di Trento e del Cnr, ha una fama internazionale nel campo degli atomi ultrafreddi e con l’iniziativa Q@Tn esiste una forte spinta verso lo sviluppo di nuove tecnologie quantistiche. Inoltre abbiamo il centro europeo Ect* dietro casa, centro con cui mi aspetto forti collaborazioni, visto che una possibile applicazione delle mie ricerche riguarda lo studio di fenomeni di fisica nucleare e di alte energie».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • A scuola tre metri quadrati per alunno, ma servono più aule entro settembre

Torna su
TrentoToday è in caricamento