Il 5 x mille dell'Università di Trento alla ricerca sul "carburante" solare

Ogni giorno dal sole arriva sulla Terra un'energia 10.000 volte superiore a quanta ce ne serve: cme immagazzinarla? Ecco il progetto "Solo sole"

Dal Sole arriva ogni giorno 10mila volte tutta l’energia che ci serve sulla Terra. Ma come immagazzinarla? Trasformandola in idrocarburi allo stato liquido, più facili da conservare e distribuire rispetto all’idrogeno. Come farlo? "Dissociando" la CO2, copiado la natura che, con un fulmmine durante  un temporale, può dissociare l'occigeno e trasformarlo in ozono.

L'Univerità di Trennto lancia la campagna 5 per mille 2019 a sostegno del progetto “Solo Sole”. Il Laboratorio di Fisica atomica e molecolare del Dipartimento di Fisica è riuscito a produrre idrocarburi in modo “pulito” tramite la scissione dell’anidride carbonica in una scarica elettrica alimentata da energia solare. Più energia per tutti: una sfida globale a tutela dell’ambiente.

«Finora osservare il fenomeno di dissociazione durante l’esperimento in laboratorio è stato come guardare in una scatola nera. Impossibile misurare quanta CO₂ sia stata dissociata nella scarica», spiega Paolo Tosi, responsabile del Laboratorio di Fisica atomica e molecolare dell’Università di Trento. «Ma grazie a una tecnica innovativa di spettroscopia laser di nostra invenzione le cose sono cambiate. Questa tecnica diagnostica si basa sull’uso di uno stato quantistico come sensore. Proprio come un “agente sotto copertura”, la molecola “sensore” è sensibile all’ambiente circostante, ne capta tutte le informazioni utili. Osservando questa molecola, otteniamo informazioni indirette sul fenomeno di dissociazione che sta avvenendo all’interno. Lo possiamo misurare. È come se dell’evento girassimo un video a fotogrammi super ravvicinati, con altissima definizione».

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Più donne nei libri di Storia: la proposta della Commissione Pari Opportunità

Torna su
TrentoToday è in caricamento