Un'antica terra di vini e montagne: svelato il Paese ospite del Filmfestival

Un Paese che condivide molto con il Trentino, ecco svelata la nazione protagonista di "Destinazione..."

Montagna, vino, cori polifonici. Trentino? No, Georgia. E' stato svelato il paese ospite dell'edizione 2020 del Trento Film Festival. Dopo inlandia, Russia, Turchia, Messico, India, Cile, Islanda, Giappone, Marocco la sezione speciale del festivals arà dedicata alla piccola repubblica del Caucaso meridionale, bagnata dalle acque del Mar Nero e famosa per le sue catene montuose. 

La Georgia è anche nota per la sua antichissima cultura vitivinicola e per un patrimonio tradizionale di canti polifonici riconosciuti come Patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. Se a questo si aggiunge una ricca e solida storia di produzione cinematografica, il collegamento con il Trento Film Festival è presto fatto.

In quest’ambito s’inserisce, peraltro, l’iniziativa “Vignaioli di Montagna”, nata dalla collaborazione tra il Consorzio Vignaioli del Trentino, i Freie Weinbauern Südtirol e il Trento Film Festival, con il supporto delle Camera di Commercio di Trento e di Bolzano e che si svolgerà a Bologna, grazie alla partnership con la Fondazione Cineteca di Bologna, dall’1 al 3 febbraio.  L’occasione ideale per una originale “anteprima” della 68. edizione del Trento Film Festival, che non a caso avrà al centro un bellissimo film sulla viticoltura georgiana, Our Blood is Wine.

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A Trento il festival si terrà dal 25 aprile al 3 maggio 2020. Il programma completo della sezione “Destinazione…” sarà svelato a fine febbraio insieme al programma della 68. edizione, che gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Georgia in Italia: nell’ambito della cultura enoica, saranno protagonisti del festival il vignaiolo Josko Gravner, che in Georgia ha trovato ispirazione per la sua “rivoluzione”, la giornalista e scrittrice americana Carla Capalbo e il prof. Attilio Scienza, profondo conoscitore della storia della viticoltura caucasica.

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