Una mano mozzata a Spokane al Teatro di Meano


Sabato 1 dicembre al Teatro di Meano unanNovità per l’Italia, la travolgente commedia scritta dall’autore e regista di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, Martin McDonagh

Al suo debutto a Broadway nel 2010, A Behanding in Spokane, prima opera del pluripremiato drammaturgo britannico Martin McDonagh ad essere ambientata negli Stati Uniti, non ha certo lasciato indifferenti pubblico e critica. Il pubblico ha riso, la critica ha sia applaudito che ferocemente attaccato. La commedia è esilarante a dir poco, e le premesse aiutano: in una camera d'albergo Carmichael, un sicario di mezz'età a cui manca la mano sinistra, lascia un messaggio sulla segreteria telefonica della madre per rassicurarla sulla propria salute. Da questo momento in poi inizia una vicenda claustrofobica (l'azione si svolge nella stessa stanza dall'inizio alla fine), violenta, una dark comedy in pieno stile McDonagh. Il misterioso uomo è alla ricerca della propria mano sinistra da 27 anni. Due giovani innamorati, un ragazzo di colore e una bionda, spacciatori da quattro soldi, tentano di vendergli una mano sottratta al museo di storia naturale, provocando la furia di Carmichael, sotto lo sguardo di uno stralunato e inquietante concierge, ex galeotto, i cui interventi rischiano di far precipitare la vicenda. Le occasioni comiche sono innumerevoli e McDonagh non se ne lascia sfuggire neanche una. La commedia a tratti è cupissima, violenza e morte, razzismo e ignoranza dominano la scena per lunghi tratti, ma è raro non ridere per più di un paio di minuti di fila. In maniera significativa, il violento, ignorante, razzista, comico Carmichael ha subito un'amputazione da ragazzino. E la storia che racconta per giustificarla appare incredibile. Con ogni evidenza, lo scrittore britannico evoca un'immagine tipica della scienza psichiatrica: chi ha subito un'amputazione nel corso del processo di formazione della propria identità, e non sa accettarla, riverserà il proprio odio verso il mondo nel tentativo di riattaccare al proprio corpo l'arto perduto. Ma è una lotta impossibile, come dimostra il momento in cui la valigia di Carmichael si apre fortunosamente rivelando il proprio contenuto, decine e decine di vere mani raccolte nel corso di anni di ricerche. Ma McDonagh, e questa è una delle sue grandezze di scrittore (e di cineasta, basti guardare ai piccoli capolavori che sono In Bruges o Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), come ha dimostrato ad esempio a meraviglia in The Pillowman, non spiega le sue metafore. Sta a noi, attraverso le suggestioni che l'autore ci regala nella forma dell'azione che si dipana sotto i nostri occhi, arrivare eventualmente alle nostre conclusioni. Il teatro di McDonagh è teatro. È azione, relazione, incidente, che sia comico o drammatico, non è mai una conferenza sull'uomo. E così, ridendo, sulla via verso casa, dopo aver assistito allo spettacolo, sentiamo con sorpresa che, senza volerci istruire, il genio anglo-irlandese di McDonagh ci ha insinuato qualcosa nello stomaco.

Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del posto...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di , potrebbe interessarti

I più visti

  • Le Albere Summer Festival: musica e food truck

    • Gratis
    • dal 14 al 16 giugno 2019
    • Quartiere Le Albere
  • 50 anni dall’allunaggio: storia e prospettive dell’esplorazione spaziale

    • dal 8 dicembre 2018 al 21 luglio 2019
    • Fondazione Museo Civico
  • Riapre Forte Cadine: un viaggio nella storia

    • dal 20 aprile al 3 novembre 2019
    • Forte Cadine
  • Al MUSE un coro di montagna ogni domenica

    • Gratis
    • dal 7 aprile al 26 giugno 2019
    • MUSE - Museo delle Scienze di Trento
Torna su
TrentoToday è in caricamento