Amnesia Scanner e Spime.im per Distretto38

I finlandesi a Berlino Ville Haimala e Martti Kalliala fanno – nomen omen – scansione dell’amnesia. Dopo alcune uscite su formati meno voluminosi e qualche prestigiosa incursione nel circuito dell’arte londinese (ICA e Serpentine Gallery), hanno pubblicato l’estate scorsa il proprio album d’esordio. Intitolato a “un’altra vita”, il disco allude alla dialettica Uomo/Macchina, divenuta molto più serrata con l’avvento del digitale, a tal punto da rendere incerto chi sia il terminale di cosa. Ci troviamo dunque nella zona del transumanesimo e non a caso gli Amnesia Scanner vengono citati fra i massimi esponenti su scala musicale dell’accelerazionismo: “Teoria politica secondo cui si può giungere al superamento del capitalismo accelerando, anziché contrastando, i processi che lo caratterizzano”, dice Treccani. Una controversa visione del mondo coltivata inizialmente, a metà anni Novanta, presso l’università di Warwick, in Inghilterra, generando diramazioni successive verso il pensiero politico di sinistra (il compianto filosofo e critico Mark Fisher) e di destra (il padre fondatore Nick Land, adottato di recente come maître à penser dall’alt-right statunitense). In un certo senso Another Life rappresenta tali contraddizioni, esprimendole in musica attraverso radicalità “industrial”, cavernosità dubstep e R&B tendente alla trap: una colonna sonora adeguata al nostro tempo che dal vivo viene potenziata da un impressionante corredo visivo.


Il concerto sarà aperto da
spime.im
Una raccolta di pensieri, teorie e concetti, veicolati attraverso esperienze audiovisive in cui suono e immagine sono tutt’uno: un’immersione in dimensioni parallele, per sperimentare la coscienza di sé e di ciò che – invisibile agli occhi – ci circonda e influenza. Lo spettacolo è intitolato EXALAND: un viaggio all’interno di un mondo psichedelico infinitamente mutevole, un esperimento sul confine tra reale e virtuale, dove si creano spazi di narrazione in cui tecnologia e fattore umano si compenetrano. Spime:im è un progetto artistico curato da Davide Tomat e Gabriele Ottino dei Niagara insieme a Marco Casolati e Stefano Maccarelli. Il nome nasce da un gioco di parole fra il concetto teorizzato dallo scrittore Bruce Sterling (Spime è un oggetto che può essere rintracciato attraverso lo spazio e il tempo per tutta la durata della sua esistenza) e la contrazione dell’espressione inglese “I am”.

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