Valerio Valentini, laureato a Trento vince il Premio Campiello "Opera Prima"

Si è laureato a Trento nel 2015 il nuovo Premio Campiello "Opera Prima" Valerio Valentini, oggi le congratulazioni del rettore Collini

Un laureato da Campiello: Valerio Valentini, laureato in Lettere moderne e in Filologia e critica letteraria all’Università di Trento, ha conquistato nei giorni scorsi il Premio Campiello, nella sezione “Opera Prima” per il suo romanzo “Gli 80 di Camporammaglia”, edito da Laterza.

Nato a L’Aquila il 24 ottobre del 1991 e cresciuto a Collemare, piccolo paese sugli Appennini abruzzesi, Valentini si trasferisce a Trento nel 2010 per frequentare l’Università. Duranti i suoi studi è stato anche allievo del Collegio Bernardo Clesio, prima di passare un periodo con il pogetto Erasmus in Inghilterra, ed un altro in Francia. Ha collaborato con riviste e siti di geolitica: “Minima & Moralia”, “Internazionale.it” e “Articolo21”, e nella redazione della webzine “404:FileNotFound”. Nel 2015 si laurea in Lettere moderne, con una tesi sulla descolarizzazione curata dal prof. Claudio Giunta. Ha scritto per “Ilfattoquotidiano.it” e per “Il Foglio”. Dalla fine del 2017 vive a Torino, dove collabora con il “Corriere della Sera”. Dal 2018 è tornato a lavorare stabilmente per “Il Foglio”, come cronista politico.

Il suo romanzo è dedicato all'Abruzzo scosso dal drammatico terremoto del 2009. “Camporammaglia di Sassa”, immaginario paese in provincia dell’Aquila, corre il rischio di diventare la capitale del dolore, e di attirare tutta l’attenzione dei media e dei politici. Attorno alla casa di Adelio, gli ottanta abitanti si muovono come sull’aia di un cascinale, sospesi tra stupore e angoscia: figure di resistenza alla catastrofe naturale e alla mutazione sociale.

"Tra reportage, epos corale e romanzo di formazione - si legge nella motivazione della Giuria - Valerio Valentini, con uno stile che non indulge mai al patetico, in equilibrio tra memorie di infanzia e referto saggistico, mette in scena due cataclismi: il terremoto esterno, che sconvolge le esistenze degli ottanta, e li relega nei moduli abitativi provvisori, e quello interiore, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Sarà l’organizzazione della festa patronale a dare ai giovani la motivazione per una forma di resistenza che attraversa il tessuto sociale e le vite individuali". Il rrettore dell'Università di Trento Paolo Collini ha espresso le più sentite congratulazioni per il  prestigioso riconoscimento. 

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