Nomi e cognomi trentini di inizio secolo: 6000 Ferrari ed uno Yang

Nomen omen: i segreti custoditi nei nomi e nei cognomi dei trentini dal 1815 al 1923 in una ricerca effettuata attraverso il database Nati in Trentino

Famiglia trentina, Fondo faganello

Un database immenso per scoprire nomi, cognomi e curiosità sui trentini di cento anni fa. Si chiama "Nati in Trentino: 1815-1923" ed è il database degli archivi parrocchiali trentini che ha fornito la base per le ricerche d Katia Pizzini e Chiara San Giuseppe, curatrici del libro realizzato con il supporto dall'Arcidiocesi di Trento e della Provincia autonoma di Trento. 

Il database contiene i nominativi di più di un milione e 300mila persone, 20.951 cognomi, 5327 nomi maschili, 5306 nomi femminili.  Il cognome che ricorre più frequentemente è Ferrari (5.988 occorrenze), seguono: Zeni (5010), poi Lorenzi (4672), Rossi (4557), Martinelli (4526), Pedrotti (4328), Sartori (4254), Valentini (4041), Moser (3811), Bertoldi (3701).

C'è posto anche per Yang: una sola occorrenza in Primiero con la nascita nel 1923 di un bimbo il cui padre era un cinese di Shanghai e la madre una domestica di Transacqua che si erano sposati a Roma. Al contrario, non si segnala nemmeno un Madruzzo: il cognome che fu dei principi vescovi, a sua volta preso dal paese della Valle dei Laghi, è scomparso. 

Vi sono anche nomi che sono scomparsi: nel 2012 in Trentino non c'era più nessuna Pacifica (che ricorre per ben 276 volte tra il 1815 ed il 1923), Cunegonda, Clementa, Bortola e Dalinda, per elencare i primi cinque nomi femminili ormai non più in uso. Stessa cosa, sul fronte maschile, per Eustachio (266 volte), Omobono, Ottilio, Guidobaldo e Claudiano.

La ricerca ha portato in luce anche altre curiosità, per esempio dei nomi particolarmente suggestivi. Ne sono alcuni esempi Abele Uomo Buono (Centa San Nicolò,1852), Desiderato Benvenuto (Tione, 1846), Italia Libera (Chizzola, 1917), Italia Redenta (Rovereto, 1919), Italo Trento Liberato (Prada di Brentonico, 1918), In due casi la sequenza dei nomi assume un tono insolitamente affettuoso: due bambini, senza alcuna relazione tra loro, furono chiamati Primo Vero Amore e Luigi Primo Vero Amore.

Vi è poi il caso dei bambini "illegittimi", nati al di fuori del matrimonio, ai quali, per garantire l'anonimato dei veri genitori, venivano imposti nomi inventati. I registri conservati presso l’Archivio Provinciale di Trento, ne attestano la frequenza solamente nel periodo di tempo intercorrente tra l’aprile e il settembre del 1836: fra le denominazioni eccentriche ai neonati privi di identità anagrafica troviamo Zuppa, Pasticcio, Arrosto, Trota, Frittura e Salsa.
 

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