Namenlos. Epopea della scalata del monte senza nome, come esempio dell’indole dell’uomo a porsi
sempre nuovi e più grandi obiettivi: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e
conoscenza…”
E, soprattutto, come metafora del percorso della vita: “il bello e il difficile è quando arrampichi,
quando vivi la vita. Quando sei arrivato in cima… l’impresa è finita”.
A un livello più spirituale, poi, la scalata può assumere i connotati di un viaggio interiore: più
l’uomo sale in alto e più, restando sempre più solo a contatto con la natura, con lo spirito divino,
entra dentro se stesso, scava nel suo io per dare senso a quello che sta facendo, per cercare le
risposte al perché della vita.
La scalata di un monte, dunque, è sempre una grande incognita e una grande e seducente sfida. La
scalata del Namenlos, e tutto ciò che esso rappresenta, lo è ancora di più.
Anche per la Banda di Vigo Cortesano “Namenlos” rappresenta una grande sfida: la nuova prova
che essa si è posta sulla difficile strada della Musica unita allo Spettacolo dal vivo.
Difficile, certo, ma proprio per questo avvincente e affascinante .
“L’arrampicata non è tanto raggiungere la cima ma, piuttosto, tutto quello che sta nel mezzo”.











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