Bitcoin: per stampare denaro non servono banche, basta internet

La creazione di bitcoin non è legata alle politiche economiche di una Banca Centrale: chiunque può crearne, a patto di avere ottime competenze informatiche, una buona connessione internet e soprattutto di essere in grado di risolvere un problema matematico estremamente complesso

Cinque anni fa Christopher Koch spese 24 dollari per comprare 5000 bitcoin: ad aprile del 2013, dopo essersene dimenticato, scoprì di avere 1,1 milioni di dollari. Con quei soldi ha comprato casa. Al momento un bitcoin vale 453 dollari e 99 centesimi: Christopher Koch, oggi, avrebbe 2 milioni e 270 mila dollari. Questa strana moneta virtuale è stata creata nel 2009 da un misterioso programmatore, è basata su un complicatissimo software, è svincolata dal controllo di una Banca Centrale ed è sempre più diffusa. Massimiliano Sala, matematico e docente all'Università di Trento, se ne occuperà martedì 6 maggio, per la terza conferenza del ciclo Scienza dietro le quinte: l'incontro si terrà al Dipartimento di Lettere e Filosofia alle 18, nell'aula 007. Negli ultimi mesi, questa nuova moneta è diventata sempre più importante, ma pochi ne conoscono i meccanismi e il funzionamento. Come spiegano gli organizzatori, è una moneta interamente basata sulla crittografia, che ha reso il costo dei trasferimenti di denaro infinitamente basso e ha aumentato la sicurezza delle transazioni, perché chiunque voglia rubarli deve risolvere un difficile problema matematico. Infine, la creazione di bitcoin non è legata alle politiche economiche di una Banca Centrale: chiunque può crearne, a patto di avere ottime competenze informatiche, una buona connessione internet e soprattutto di essere in grado di risolvere un problema matematico estremamente complesso. All'inizio erano usati e accettati soltanto da siti di commercio elettronico ben oltre i limiti della legalità; ora invece esistono persino esercizi commerciali che accettano pagamenti in bitcoin. Il valore di questa moneta ha fluttuato tantissimo e continua a farlo, ma l'aumento del volume degli scambi l'ha reso un fenomeno mondiale di cui governi e Banche Centrali stanno iniziando ad occuparsi.

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