Servizi pubblici nelle coop di montagna: dal bollo auto alle visite mediche

Prenotare visite specialistiche, pagare il bollo auto, navigare in internet, e tanto altro. I negozi di montagna si preparano a diventare fornitori di servizi generali

Andare alla Famiglia Cooperativa per comprare pane, verdura e... per rifarsi la carta d'identità. E' qunto potrebbe accadere grazie al riconoscimento dei punti delle vallate trentine come Sieg, overo fornitori di "servizi di interesse economico generale". Una trasformazione che è in atto da tempo, sulla quale la Federazione Trentina della Cooperazione punta tutto per "salvare" i piccoli negozi di alimentari situati nei paesi di montagna.

Nelle scorse settimane partite due sperimentazioni con il Comune di Borgo Chiese per il punto vendita di Brione e con quello di Stenico per Sclemo, in attesa della delibera con la quale la Giunta provinciale riconoscerà ufficialmente come Sieg le Famiglie cooperative.  

Prenotare visite specialistiche, stampare referti medici, accedere alla propria cartella clinica, ritirare farmaci, pagare bollettini o il bollo auto, prelevare contanti, navigare in internet, ritirare documenti anagrafici o autorizzazioni comunali. Questo un primo elenco dei servizi ipotizzati.

"L’aiuto assicurato dalla Provincia per mantenere aperti i punti vendita di montagna, che sono anche luoghi di promozione della socialità, è un investimento, non un costo" ha spiegato l'assessore Olivi. La Provincia potrà trasferire direttamente dei fondi alle singole Famiglie cooperative senza il rischio di incorrere negli "aiuti di Stato", contrari al  principio della libera  concorrenza.

Secondo quanto ha dichiarato il dirigente del Dipartimento Sviluppo Economico della Provincia, Claudio Moser, " I finanziamenti ai Sieg non violano le regole degli aiuti di Stato perché riguardano aree con tenore di vita basso e non falsano la concorrenza. Le imprese che ne beneficiano devono svolgere i servizi definiti chiaramente nell’atto di incarico ricevuto dall’istituzione pubblica".

Dei 397 punti vendita gestiti dalla Cooperazione, ben 205 sono unici riferimenti commerciali in altrettanti comuni o località. Tutti sopra i 500 metri di altitudine. Si ipotizza per questi esercizi un contributo di 500 mila euro per tre anni. 

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