Sait: un'altra giornata di sciopero

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori del consorzio contro la disdetta del contratto integrativo, cinque punti vendita chiusi

Prsidio anche all punto vendita di via santa Croce

Un'altra giornata di sciopero per i lavoratori del Sait, contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo. Dopo le manifestazioni di protesta di mercoledì 24 ottobre i lavoratori e le lavoratrici hanno deciso di proseguire lo sciopero con presidi in diversi punti vendita.

E' in corso un presidio davanti al punto vendita di piazza Lodron a Trento, che è chiuso. Manifestanti e bandiere sindacali anche all'entrata del punto vendita di via Santa Croce. Altri presidi sono previsti  nei supermercati Sait di Corso Tre Novembre e del quartiere dei Solteri. Presidio anche a Rovereto, di fronte alla supermercato di Viale Trento. 

In ballo c'è il contratto integrativo, disdetto unilateralmente dalla direzione del consorzio. A partire dal 1° gennaio i lavoratori potrebbero vedersi ridotta la busta paga di circa 2.500 all'anno. L'azienda intende legare i premi a determinati obiettivi individuali, compresa la "buona gestione" di ferie, permessi e malattia. La quota variabile potrebbe "variare" molto più di oggi, dunque: fino a zero. Le tre sigle sindacali portano avanti unitariamente la battaglia.

Circa 200 i lavoratori che ieri hanno incrociato le braccia, sugli oltre 400 coinvolti dalla disdetta unilaterale. Cinque i punti vendita chiusi oggi, giovedì 25 ottobre.

Il consorzio cooperativo era già  finito nella bufera un anno fa per il licenziamento collettivo di 80 lavoratori ed il ricorso ad una cooperativa esterna. Dopo la solidarietà espressa da Liberi e Uguali arriva la solidarietà da parte di Potere al Popolo: "Potere al popolo del Trentino sostiene la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Sait oggi in sciopero, che, attraverso le rappresentazne sindacali, cercano di difendere i propri diritti contro una degenerazione aziendalistica della cooperazione trentina. È con estrema disapprovazione che dobbiamo prendere atto della totale genuflessione al neoliberismo di un sistema, quello delle "cooperative dei consumatori", che ha da sempre radice nei valori della solidarietà e della partecipazione. Difendere doverosamente i diritti di quelle lavoratrici e di quei lavoratori in presidio da stamattina davanti la sede Sait di Trento (sede per il cui acquisto sono state spese somme cospicue) equivale anche a difendere le peculiarità di una terra oggi più che mai esposta alla mutazione irreversibile del proprio DNA. Ci attendono tempi duri dovuti al nuovo governo della provincia a cui, non dobbiamo mai dimenticarlo, ha fatto da apriposta il governo precedente come la vertenza SAIT, avviata sotto la giunta provinciale Rossi, ampiamente dimostra".

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