Sait in stallo, Dalpalù: "Indisponibili a revocare la disdetta, i sindacati facciano proposte"

Soluzioni"nel perimetro della proposta aziendale", è quanto chiede il presidente del consorzio ai sindacati, dopo uno sciopero di quattro giorni

"Siamo indisponibili ad una revoca della disdetta del contratto integrativo, le sigle sindacali formulino proposte concrete nel perimetro della proposta aziendale". Così Renato Dalpalù, presidente del Sait, il consorzio cooperativo della distribuzione alimentare, dopo i quattro giorni di sciopero da parte della maggioranza dei dipendenti contro la disdetta unilaterale dell'integrativo.

"La trattativa è giunta ad un bivio" dice il presidente. Sembra essere più uno stallo quello che tiene in scacco lavoratori, direzione e sindacati. L'incontro si è concluso con un nulla di fatto. La disdetta è stata decisa, spiega Dalpalù, "non per ridurre il costo del lavoro ma per mantenere e migliorare i livelli di produttività raggiunti. E' stato infatti assicurato lo stesso stanziamento previsto per il contratto disdettato. La ponderata riflessione che ha indotto il CdA ad interrompere l’ultrattività del precedente accordo si fonda infatti sull’esigenza di garantire la tensione al risultato da parte di tutta la struttura organizzativa". 

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Immediata la risposta delle tre sigle sindacali: “E' l'ennesima dimostrazione dell'intransigenza e della rigidità con cui Sait pretende di impostare questa trattativa, decidendo quali regole governano il tavolo e a quali condizioni il confronto può esserci – dichiarano con forte rammarico i segretari delle tre sigle insieme ai delegati aziendali, Roland Caramelle, Lamberto Avanzo e Vassilios Bassios -. Hanno eretto un vero e proprio muro, ma per noi nessuna trattativa è chiusa”.

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