Olimpiadi delle Dolomiti nel 2026: gli albergatori ne sono già convinti

Nasce a Roma il "Patto delle Dolomiti", che riunisce le sezioni di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia della federalberghi

Il Veneto assieme al Friuli Venezia Giulia e alle province autonome di Trento e Bolzano daranno vita al più grande comprensorio sciistico del mondo. Ne sono convinti i presidenti delle rispettive Federalberghi, che recentemente si sono riuniti a Roma per costituire un gruppo di lavoro che dallo scenario delle Dolomiti guardi a un progetto di politica unitaria con programmi comuni di valorizzazione di uno tra i più suggestivi paesaggi promossi dall’Unesco a patrimonio dell’umanità.

L'accordo è stato ribattezzato "Il patto delle Dolomiti". Due i primi, chiari, messaggi lanciati dai quattro presidenti locali di Federalberghi.  In primo luogo la netta contrarietà alla chiusura,  sperimentata dal Trentino la scorsa estate, dei passi Dolomitici un giorno in settimana. L'auspicio è quello di creare un servizio di navetta che incentivi i visitatori a  lasciare  l'auto a valle.

In secondo luogo è stato dichiarato parere favorevole allaproposta di una candidatura delle Dolomiti alle Olimpiadi invernali 2026. Candidatura che, annunciata in autonommia dal governatore veneto Zaia, ha raccolto nein giorni scorsi la contrarietà del governatore altoatesino Kompatscher e molte perplessità anche dal governatore trentino Ugo Rossi.

"Sarebbero Olimpiadi ecologiche, in armonia con la natura di questo formidabile territorio, e a costo zero per la presenza di impianti all’avanguardia e di ben 4 scali aeroportuali tra Venezia, Treviso, Verona e Ronchi dei Legionari. Già i Mondiali del 2021 a Cortina potrebbero essere un bel banco di prova per le Olimpiadi delle Dolomiti” ha detto Marco Michielli, presidente veneto di Federalberghi.

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