Cooperazione, prima seduta con il presidente Fezzi: "Sì alla capogruppo di Bcc e Casse Rurali"

Il progetto di Cassa Centrale presentato a Verona trova il consenso del nuovo CdA delle cooperative, ma serve condivisione da parte delle singole Casse Rurali

Il consiglio di amministrazione della Federazione ha accolto ieri il neo presidente Mauro Fezzi. Tra i punti all’ordine del giorno l’integrazione della commissione per la riforma dello statuto che dovrà presentare una proposta entro sei mesi. Ai sei membri eletti venerdì scorso dall’assemblea, ovvero Geremia Gios, Giuliano Beltrami, Sergio Vigliotti, Paolo Spagni, Pierluigi Fauri e Michele Odorizzi, si sono aggiunti ieri cinque consiglieri della Federazione nominati su proposta del presidente Fezzi: sono Marina Castaldo (vicepresidente Federazione), Nadia Martinelli (presidente Associazione Donne in cooperazione), Alessandra Cascioli, Germano Preghenella e Alessandro Merlini (presidente Giovani Cooperatori). La commissione sarà affiancata da tre componenti “tecnici”: una rappresentante del collegio sindacale (non ancora individuata), e due esperti interni alla Federazione, Vincenzo Visetti e Francesco Odorizzi.

Il consiglio ha anche affrontato il tema della riforma del credito, con particolare riferimento al recente convegno di Verona in cui Cassa Centrale Banca ha presentato il proprio progetto di costituzione di una capogruppo delle Bcc e Casse Rurali. L'auspicio uscito dalla seduta consiliare è che il progetto di Cassa Centrale Banca possa rappresentare un percorso concreto e condiviso da una larga parte di Casse Rurali e Bcc. “La riforma deve diventare occasione di rilancio del sistema di credito cooperativo - ha detto il  neopresidente -. Il progetto di Cassa Centrale Banca tutela anche la storia e la particolare rilevanza della cooperazione di credito sul nostro territorio”.

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Contemporaneamente a Udine il direttore della Cassa Centrale trentina ha illustrato a 110 realtà locali il progetto di costituzione di una capogruppo con patrimonio superiore ad un miliardo di euro, come previsto dalla riforma delle Bcc. “La riforma ci spinge ad una profonda riorganizzazione. Nessuno ci farà sconti -  ha detto Sartori - Abbiamo tutti bisogno di grande umiltà ma siamo consapevoli che non rappresentiamo il problema del sistema bancario italiano. Dobbiamo invece avere il coraggio di metterci in discussione; con uno sforzo che coinvolge tutti: management, Federazioni, amministratori, banche di secondo livello, sistemi informatici. Sentiamoci tutti un po’ precari. Non dobbiamo semplificare o banalizzare se vogliamo costruire un progetto credibile, solido”.

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