Festival dell'Economia, in Trentino bene l'export: in 10 anni +40% su vino e mele

In occasione del Festival dell’Economia in corso a Trento, Intesa Sanpaolo ha organizzato una tavola rotonda sul tema “Territorio e lavoro, turismo e tecnologia”. Durante l’incontro è stato presentato uno studio curato della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo

In occasione del Festival dell’Economia in corso a Trento, Intesa Sanpaolo ha organizzato una tavola rotonda sul tema “Territorio e lavoro, turismo e tecnologia” a cui hanno partecipato Renzo Simonato, direttore regionale Intesa Sanpaolo, Anna Monticelli, senior manager Circular Economy Intesa Sanpaolo Innovation Center, Matteo Lunelli, presidente e ad Cantine Ferrari, Lorenzo Delladio, presidente La Sportiva, Enzo Bassetti, vice presidente Unione Albergatori Trento ed Eliano Lodesani, presidente Intesa Sanpaolo Group Services.

Durante l’incontro è stato presentato uno studio curato della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Di seguito una sintesi.

La rivoluzione tecnologica 4.0 sta coinvolgendo tutta l’economia globale in modo trasversale e pervasivo a tutti i settori, con una accelerazione accentuata negli ultimi 8 anni. Da un recente studio condotto da Prometeia tra il 2008 e il 2016 il numero di brevetti mondiali nelle principali categorie di Big data, cloud computing, realtà aumentata, robotica e cyber security ha registrato un aumento medio annuo pari al 28%.

Agli aspetti positivi di efficientamento dei processi si contrappone la necessità di riqualificare le figure professionali lungo tutta la catena del valore, e se sembra condivisa la stima di una perdita di posti di lavoro nelle posizioni più facilmente automatizzabili nell’industria e nel terziario, si aprono diverse opinioni sulla possibilità che i nuovi lavori legati al Data Science e alla digitalizzazione possano comunque portare a un saldo finale positivo per i posti di lavoro.

Nel nuovo contesto mondiale di società connessa, le distanze “fisiche” si riducono o si annullano. Le eccellenze dei territori possono infatti avere ritorni crescenti grazie alle opportunità offerte dalle piazze virtuali della comunicazione sul web e dei nuovi social media che consentono di trasmettere al consumatore finale l’unicità dell’accoglienza del territorio e delle sue tipicità alimentari, non riproducibili altrove: in questo il Trentino Alto Adige è già all’avanguardia.

Nel comparto agro-alimentare, il Trentino Alto Adige si è affermato sui mercati mondiali nella filiera del vino e delle mele, che rappresentano da sole il 70% del totale delle esportazioni regionali. Tra il 2007 e il 2017 le performance all’export di questi comparti sono state brillanti: + 50% per le mele, +40% per la trasformazione delle mele e della frutta, +39% per le bevande, principalmente dei vini. Si tratta di una crescita che è stata supportata dalla capacità del territorio di trasmettere la qualità dei propri prodotti attraverso certificazioni di qualità (DOP, IGP e STG) riconosciute internazionalmente: per il vino la regione vanta 13 certificazioni che salgono a 18 per i distillati e gli spirits.

L’unicità del territorio delle due province di Trento e di Bolzano in termini di ospitalità e di accoglienza dei turisti è poi testimoniata dallo straordinario aumento di presenze registrato tra il 2000 e il 2017, pari a 14 milioni, arrivando nel 2017 ad un livello complessivo di circa 64 milioni di presenze. Le due province hanno da sempre un diverso appeal sulle presenze turistiche: la provincia di Bolzano è al primo posto in Italia per grado di internazionalizzazione (68,2% l’incidenza delle presenze straniere), quella di Trento invece è preferita dal turismo italiano (41,7% l’incidenza presenze straniere contro una media nazionale del 49,5%). Le presenze straniere hanno toccato a Bolzano nel 2017 i 22,1 milioni, in crescita del 44,9% rispetto al 2000, mentre a Trento sono arrivate a 8,2 milioni in aumento del 69,5% rispetto al 2000. In decisa ripresa anche le presenze italiane soprattutto negli ultimi 3 anni. Il sistema turistico ricettivo delle due province ha risposto con un adeguamento crescente dei posti letto negli esercizi ricettivi (in entrambe circa +5% rispetto al 2000). Al contempo si è rafforzato il tasso di occupazione delle strutture, che in ambito italiano si colloca su livelli di eccellenza, pari al 64,5% per Bolzano (al primo posto in Italia) e al 49,9% per Trento (al terzo posto alle spalle del Veneto), abbondantemente sopra la media nazionale (43,7%), a conferma della capacità del territorio di offrire esperienze di turismo in tutte le stagioni riducendo al minimo i tempi di inattività delle strutture.

Il territorio è dunque una risorsa unica che pone però necessariamente anche dei vincoli dimensionali in parte superabili grazie all’ottimizzazione che le tecnologie 4.0 possono offrire sia in campo agricolo che turistico. Le centraline agro-meteo, gli strumenti di misura ottici e i sistemi di irrigazione di precisione sono già stati adottati o lo saranno nei prossimi anni da più della metà dei viticultori italiani. Così come nel turismo gli esperti del settore riconoscono l’importanza della rivoluzione digitale per la quale occorre formare nuove conoscenze del personale nei media digitali e nell’e-service, per trasmettere gli aspetti distintivi del Trentino Alto Adige che riguardano non solo i paesaggi pittoreschi, ma anche l’aria e l’acqua pulita, la cucina regionale, il relax, le possibilità sportive e l’alto grado di sicurezza.

Tutto questo descrive dunque un sistema virtuoso del Trentino Alto Adige dove i tre principali settori che sfruttano l’unicità del territorio (agricoltura, industria alimentare e delle bevande e Turismo) negli ultimi 22 anni hanno fortemente contribuito a sviluppare ricchezza per la popolazione: tra il 1995 e il 2017 il valore aggiunto nell’agricoltura è salito del 68,8% a Trento e del 55,2% a Bolzano; nell’industria alimentare e delle bevande la crescita del valore aggiunto è stata pari al 66,9% a Bolzano e al 19,4% a Trento; nel turismo gli incrementi sono stati pari al 56,5% a Bolzano e al 24,5% a Trento. La capacità del territorio di creare ricchezza ha sostenuto l’andamento demografico di questi territori. Diversamente da quanto accaduto negli altri territori montani italiani che sono a rischio spopolamento e che negli ultimi 60 anni hanno perso 900 mila residenti, le due province tra il 2001 e il 2017 sono cresciute entrambe di circa 61.200 residenti, in gran parte frutto di migrazioni interne dal resto d’Italia. Più precisamente la popolazione è cresciuta nella provincia di Trento del 12,8%, mentre in quella di Bolzano del 13,2%, con picchi nei maggiori centri di Bressanone (+15%) e a Bolzano città (+13,7%).

Ha sottolineato Renzo Simonato, direttore regionale Intesa Sanpaolo “La sfida è dunque quella di trovare un equilibrio tra occupazione e sviluppo tecnologico in grado di migliorare la qualità della vita, garantire una crescita sostenibile che salvaguardi l’ambiente attraverso la diversificazione delle fonti energetiche, l’applicazione dell’agricoltura di precisione, l’ottimizzazione della produzione industriale in ottica di circular economy. Diventa dunque centrale il tema della formazione, che può dare alle nuove generazioni i giusti strumenti per affrontare i cambiamenti in atto.
 

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