Affari d'oro tra Trentino Alto Adige e Russia: export da 47 milioni di euro

Un dato in contro tendenza rispetto a quello nazionale che, invece, ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con una perdita del 4,6% (circa 3,6 miliardi di euro)

Crescono le esportazioni del Trentino-Alto Adige in Russia. Nel primo semestre di quest’anno, infatti, le vendite verso il più grande Paese eurasiatico hanno registrato un incremento del 3,1%, per un valore di poco superiore ai 47 milioni di euro. Un dato, questo, in contro tendenza rispetto a quello nazionale che, invece, ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con una perdita del 4,6% (circa 3,6 miliardi di euro), imputabile al clima di sfiducia delle imprese per il difficile scenario geopolitico ancora in atto. È quanto emerso, oggi, in apertura del IV seminario italo russo in corso a Bolzano, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum Economico Internazionale di   San Pietroburgo, IDM (innovation, Development, Marketing) Sudtirol Alto Adige, Camera di Commercio di Bolzano e Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia.

“L’export complessivo delle due Province autonome verso la Russia rappresenta solo il 3,2% del valore espresso dalle regioni del Nord-Est che, nel semestre, hanno totalizzato quasi 1,5 miliardi di euro - ha commentato Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia -. Il dato regionale, seppure modesto, indica comunque un potenziale inespresso nelle relazioni commerciali tra il Trentino-Alto Adige e la Russia, specie nei settori attualmente più strategici per la domanda eurasiatica. Tra questi - ha concluso Fallico -, quello dei processi innovativi legati al progetto ‘smart city’ dalla digitalizzazione dei servizi urbani fino all’efficientamento energetico, in cui le due Province di Trento e Bolzano sono leader, sono di particolare interesse per il mercato eurasiatico che sta vivendo una fase di forte cambiamento e di ristrutturazione produttiva”.

Nello specifico i dati Istat dei primi sei mesi del 2018 elaborati da Conoscere Eurasia per il IV seminario italo russo, restituiscono un’istantanea commerciale di segno opposto tra le due Province autonome. Se Trento infatti performa un incremento dell’export del 22,4% (25,2 milioni di euro), trainato dalle vendite di macchinari che valgono da soli 18,2 milioni di euro (+40,5% sul primo semestre 2016), Bolzano incassa una flessione di quasi il 13% e si ferma a 21,8 milioni di euro. In particolare, perdono i prodotti manifatturieri che complessivamente calano del 38,7%, con i macchinari a -63%. Tra le voci con segno positivo per la Provincia autonoma di Bolzano, le esportazioni dei prodotti agricoli che aumentano invece del 30,7%, portandosi a 12 milioni di euro.  

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