Coronavirus, igienizzazione per tutte le cabinovie ma il settore è in ginocchio

I sindacati: "Rischio recesso anticipato per 1.300 lavoratori", chiesta l'attivazione del Fondo di solidarietà

Il personale delle piste trentine è al lavoro in questi giorni per disinfettare e sanificare seggiovie e cabinovie. Una mossa che vuole comunicare al tempo stesso la massima attenzione sul fenomeno coronavirus ma anche l'infondatezza delle preoccupazioni che stanno portando i turisti a disdire le vacanze già prenotate in Trentino.

I sindacati chiedono l'istituzione di un fondo di solidarietà per i lavoratori del comparto degli impianti a fune, e paventano il rischio di recesso anticipato dei contratti, virtualmente per tutti i 1.300 occupati del settore, che sono pressochè tutti stagionali.

"Non va dimenticato, inoltre, che l'economia di molte vallate si basa sul turismo d'alta quota, sia esso estivo od invernale, e che il settore del trasporto a fune per ogni occupato ne genera, mediamente, altri 5 nell'indotto: dagli hotel, alla ristorazione, agli affittacamere, ai maestri di sci e al noleggio attrezzatura. Un problema che non può essere delegato alle sole società funiviarie" si legge nella nota della Cgil.

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Chiaramente il settore neve non è l'unico a subire gli effetti dell'emergenza. L'intero comparto turistico è alle prese con disdette a cascata, anche sul lungo periodo. Il problema è nazionale: l'Italia viene ora percepita come un paese a rischio. A Venezia l'annullamento del Carnevale ha fatto saltare tutte le prenotazioni, che nel mercato online solitamente non prevedono un acconto. 

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